venerdì 18 dicembre 2009

Manga e Kōshien - Dokaben (prima parte)

Nonostante a metà degli anni Novanta l'avvento del calcio gli abbia tolto una bella fetta di popolarità, in Giappone il baseball rimane lo sport per antonomasia e continua a spadroneggiare tra i fumetti del genere sportivo. Questo perché ai giapponesi il baseball continua ad offrire ancora qualcosa in più rispetto alle altre discipline sportive.

I personaggi di Mr. Baseball alla scuola media Takaoka.



È uno sport che non si limita a proporre una sfida ad un semplice livello agonistico, cioè quello che vede contrapposti due team. Il concetto di sfida, nel baseball, si sviluppa pure ad un secondo livello, non meno importante del primo: quello della gara infinita tra il lanciatore e il battitore, un estenuante uno contro uno che premia chi riesce a mantenere i nervi più saldi.

I personaggi principali dopo l'ingresso al liceo Meikun.

Per i giapponesi l'esito di questa sfida, spesso portata a livelli esagerati, è vista quasi come una questione di vita o di morte che tiene lo spettatore col fiato sospeso fino all'ultimo lancio. Non c'è solo l'avversario da sconfiggere, ma anche le proprie debolezze. Così, se da un lato viene dato risalto all'importanza del team e alla solidarietà tra compagni, dall'altro tiene banco la necessità di raggiungere l'eccellenza sportiva, la distinzione da parte del singolo. Ed ecco l'unica condizione imposta: in uno schema che contempli un personaggio contrapposto costantemente al rivale di turno, è quasi scontato che il protagonista di un manga di baseball sia per forza il lanciatore. Aggiungiamoci una componente extra, cioè la licenza di pescare a piacere tra fantasie iperboliche ed irreali come super lanci segreti o battute killer che sfidano le leggi fisiche conosciute, ed ecco che il piatto è servito.

La copertina del primo albo del manga.

Ironia della sorte, uno dei manga più famosi incentrati sul baseball non ha come protagonista un lanciatore, bensì un ricevitore. A livello popolare, Dokaben (da noi Mister Baseball) di Shinji Mizushima può essere considerato il manga del baseball liceale.
Dokaben offre una miriade di personaggi ben caratterizzati, per la maggior parte gli avversari del protagonista. Questi sono sì riconosciuti come degli antagonisti, ma non per forza si presentano come personaggi sleali e quindi perdenti in partenza a livello morale. Inoltre gli avversari non si limitano alla cerchia dei compagni d’infanzia, cioè i rivali storici che prima o poi si ripresentano ad infastidire il protagonista. Il Meikun di Dokaben affronta club di baseball disseminati in varie zone del Giappone, i cui componenti si esprimono nei rispettivi dialetti locali e ben rappresentano la realtà della loro terra.

La copertina dell'ultimo volume con i personaggi principali.

Non c'è un solo appassionato giapponese di baseball, vecchio o giovane, che non conosca Dokaben. Questo perché, oltre ad avere una particolare vena umoristica, Dokaben possiede tutte le peculiarità e gli spunti adatti a creare una storia gradita ai giapponesi e a soddisfare i loro concetti etici: le relazioni umane all'interno di un gruppo, in questo caso legate al gioco di squadra; l'importanza degli allenamenti; la progressiva maturazione fisica e mentale dei protagonisti, ottenuta a seguito di sforzi ed esperienze che conducono al raggiungimento dell'obiettivo; il valore stesso della vittoria; le sfide nei confronti dei rivali; l'esaltazione di doti come la concentrazione, la prontezza di riflessi, l'abnegazione, la percezione, il ragionamento, la lealtà, la perseveranza. Insomma, un'affinità incredibile col mondo dei manga per ragazzi giapponesi.

Un'immagine di Dai Kōshien (Il grande Kōshien). 


Il manga Dokaben, pubblicato dal 1972 al 1981 in 48 volumetti, ebbe un'appendice dal 1983 al 1987 intitolata Dai Kōshien (Il grande Kōshien). Si tratta di una storia suddivisa in 26 volumetti che raccoglie i personaggi più importanti non solo della serie classica, ma addirittura di tutti gli altri manga disegnati da Mizushima fino a quel momento. 


I personaggi del mondo di Shinji Mizushima.


L'autore decise di radunare tutti i suoi campioncini per convogliarli in un'unica storia, che terminasse con un grandioso Kōshien. In pratica, Mizushima sentiva l'esigenza di concludere il triennio scolastico di Tarō Dokaben Yamada nello stadio dei sogni e stabilire una volta per tutte chi fosse il migliore dei suoi personaggi. E' un po' come se Go Nagai avesse fatto combattere tra loro Goldrake, Jeeg, il Grande Mazinga, Mazinga Z, Getter Robo e Gaiking, per stabilire chi fosse il robot migliore.


Un'altra copertina del manga.

Riunione virtuale a parte, la vera impresa fu che Mizushima riuscì a convincere due colossi dell'editoria come Shōgakukan (Otoko doahō KōshienIkkyū sanKyūdō kun) e Kōdansha (Yakyūkyō no uta, da noi Pat la ragazza del baseball), che avevano pubblicato le sue storie in precedenza, a collaborare con la rivale Akita Shōten concedendole l'utilizzo dei loro personaggi.
In Dokaben Pro yakyū hen (Dokaben, capitolo del baseball professionistico), pubblicato dal 1995 al 2003, Tarō Yamada e i suoi compagni si diplomano e vengono scelti dalle varie squadre della lega professionistica giapponese.

(continua)

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