lunedì 22 aprile 2013

Saranno famosi - Ichirō Suzuki (seconda parte)


Ichirō lanciatore al Senbatsu.
Arriva l'autunno e il ragazzo, d'accordo col coach, decide di riciclarsi come lanciatore. In Giappone il nome Meiden richiama a tutti gli appassionati l'immagine di battitori potenti e veloci, di bunt (che implica piedi veloci), ma non certo di lanciatori. La scuola ha assunto un trainer speciale che si concentra solo sulla tecnica di battuta dei giovani hitter e su come sviluppare la loro massa muscolare per quello scopo. Come spesso sottolinea l'allenatore Nakamura, i battitori del Meiden devono riuscire a generare un suono diverso alla pallina battuta. Tuttavia Ichirō decide di rischiare. La scelta si rivela fruttuosa, visto che la fortuna e soprattutto la sua buona volontà guidano lui e la sua scuola alla conquista del torneo interregionale del Tōkai. Una vittoria che gli permetterà di ripresentarsi al Kōshien per il Senbatsu dell'anno successivo.

Ed è questa l'edizione che ha lasciato il ricordo fotografico più vivo delle performance, per altro inconcludenti, dell'allora diciassettenne Ichirō Suzuki sul monte di lancio. E' il 29 marzo 1991, il Senbatsu ha appena avviato i suoi motori ed al primo turno l'Aikōdai Meiden incrocia il Matsushō Gakuen di Nagano. Primo inning scoppiettante e scambio di cortesie dei lineup, che segnano rispettivamente due punti a testa. Poi i lanciatori scaldano il braccio e prendono il sopravvento.

Ichirō contro il Matsushō al Senbatsu 1991.
Ichirō, un metro e ottanta per settanta chili, snello e scattante, dotato di una buona varietà di lanci, sa il fatto suo e non commette errori. Il Meiden piazza spesso i suoi corridori sulle basi, ma non riesce ad incrementare il punteggio. Si arriva così all'ottavo inning. L'allenatore del Matsushō, nel frattempo, ha notato un curioso particolare: Ichirō, dopo aver concesso la base per ball, lancia immancabilmente una dritta centrale. Un vizio pericolosissimo se individuato dal battitore. Inoltre in quella ripresa Ichirō ha già eliminato due avversari e pare abbastanza rilassato. Il coach intuisce la cosa e decide di giocarsi il tutto per tutto. Il suo piano è semplice: suggerisce al battitore successivo, Nimura, di cercare di ottenere il conto pieno e poi la base per ball. Concedere una base con due eliminati e prendere respiro non è un fatto grave per un lanciatore e Ichirō ci casca. Giunti a quel punto, il battitore successivo Hanaoka sa già quale lancio gli toccherà. Carica sicuro la mazza e ribatte la dritta che vola oltrepassando l'esterno sinistro. Nimura arriva salvo a casa base e segna il punto del vantaggio. Dopo una gara tiratissima il Matsushō Gakuen riesce a spuntarla per 3 a 2, proprio grazie a quel punticino. Intervistato dopo il match, Ichirō commentò così la sua prestazione: "Normalmente mi ci vuole un po' tempo prima di ingranare coi lanci e questo spiega i due punti che ho concesso nel primo inning. Ma il nostro pareggio immediato mi ha caricato e ho tenuto bene fino all'ottava ripresa. Poi, visto che si trattava di affrontare il loro turno basso (il gruppo di battitori in teoria più deboli, che porta cioè il minor numero di punti) ho deciso di puntare su dei lanci dritti che mi procurassero subito gli strikes. Invece..."

Ichirō lanciatore al Senbatsu.
Come lanciatore Ichirō fece registrare una partita intera sul mound, affrontando i battitori 38 volte per un totale di 115 lanci. Dieci le valide concesse, quattro gli strikeout. Infine quella base per ball fatale al Meiden. Per quanto riguarda invece la mazza, cinque turni di battuta, zero valide ed un'eliminazione per strikeout. Davvero poco. Arriva l'estate del terzo anno, l'ultima. Ai quarti del torneo di qualificazione di Aichi, il Meiden riesce a battere 5 a 3 gli acerrimi rivali del Chūkyōdai Chūkyō. Poi in semifinale passeggia contro il liceo Taki e raggiunge la finale di prefettura. Ma in dirittura dell'ultimo, agognato traguardo ecco che arriva la sconfitta inappellabile contro il Tōhō per 7 a 0. A fine gara i suoi compagni scoppiano in lacrime, lui è l'unico che si contiene. Evidentemente, in cuor suo, è convinto che la sua avventura col baseball sia tutt'altro che terminata. Ichirō e il Kōshien per il momento si salutano così. Le statistiche con la mazza sono spietate: due edizioni, un totale di nove turni in battuta e per contro una misera valida. Un curriculum tutt'altro che invitante.

Ichirō lanciatore al Kōshien.
Eppure il signor Miwata, scout degli Orix, un tipo che la sa lunga di baseball, lo segnala alla sua squadra, riferendo testualmente che quel ragazzo "possiede un senso della battuta fuori del comune". Ed ecco che nell'autunno del 1991 Ichirō Suzuki viene scelto al quarto giro dagli Orix Blue Wave, che all'epoca si chiamavano così prima fondersi nel 2004 coi Kintetsu Buffaloes. Il signor Miwata, purtroppo per lui e per il mondo del baseball, nel 1998, a soli 53 anni, si suicidò pare a causa di alcuni contrasti in ambito lavorativo. Ichirō, che ancor oggi lo considera il suo onjin (benefattore), tutte le volte che rientra in Giappone non manca mai di recarsi a pregare sulla sua tomba. Si mormora che anche i Chūnichi fossero interessati a quel ragazzino nativo di Kasugai, a due passi di Nagoya, che desiderava ardentemente giocare per i colori bianco blu dei Dragons, il team della sua prefettura. Invece fu proprio l'opera di persuasione di Miwata che lo convinse ad accettare la proposta degli Orix e a trasferirsi a Kōbe.

Curiosità
La conferenza di presentazione degli Orix 1991.
Ichirō è in piedi, il secondo da destra.
1- La sua celebre posizione di attesa prima della battuta: prima distende il braccio destro verso il lanciatore impugnando la mazza verso l'alto, in posizione perpendicolare. Poi con la mano sinistra si sistema la manica destra della casacca. Ichirō ripete ossessivamente queste mosse prima di ogni lancio. Ma facciamo un passo indietro. Quando venne promosso nell'ichigun (prima squadra) degli Orix nel 1994, durante questa fase di attesa al piatto, Ichirō aveva l'abitudine di indirizzare pure la mazza dritta e distesa verso il pitcher avversario, prima di farla roteare nell'attesa del lancio. Quando si trasferì in MLB qualcuno gli consigliò di modificare questa procedura per evitare di innervosire i lanciatori americani. In Giappone puntare la mazza contro l'avversario ed urlare serve al battitore per darsi la carica ed è un gesto consentito pure nel baseball liceale. Ma in America è vista come una provocazione nei confronti del lanciatore ed equivale a sfidarlo apertamente. La paura era che l'avversario indispettito lo omaggiasse con qualche dolorosa bean ball. Fu così che Ichirō modificò il suo stile che divenne quello tipico che ormai siamo abituati a vedere. 


L'ultima partita con gli Orix
prima di trasferirsi negli USA.
2- Ichirō appare come guest pure nel manga "Dokaben  Pro yakyū hen". Durante un'intervista precedente all'uscita del manga, Ichirō, grande fan di Dokaben, ammise divertito ad un giornale sportivo che sarebbe stato felicissimo di giocare insieme al piccolo pianista. Shinji Mizushima lo accontentò e nel manga Tonoma venne scelto proprio dagli Orix andando a fare coppia col campione di Aichi. Restando in tema di manga, Ichirō è un grandissimo appassionato delle storie fantastiche di "Dragon Quest" e pare che tutt'ora non disdegni di misurarsi con la versione del videogioco omonimo.

***
Ichirō in versione manga.

2 commenti:

  1. Ichiro è citato anche nel manga H2....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie della segnalazione. Per caso ti ricordi in quale volume succede?

      Elimina