sabato 30 gennaio 2010

Senbatsu 2010 - La favola del Kawashima

Scuole del Kyūshū a parte, la mia attenzione si è focalizzata fin da subito sulle debuttanti assolute di questa edizione. La speranza è sempre la stessa. A marzo mi piacerebbe poter assistere ad un miracolo sportivo di quelli che entusiasmano gli appassionati dei manga di baseball. Riusciranno dei perfetti sconosciuti a sovvertire i pronostici della vigilia? Riusciranno dei ragazzi sbucati dal nulla ad arrivare in cima al tempio del baseball liceale giapponese? Dopo un'occhiata veloce alla lista, quest'anno un nome su tutti: Kawashima. Si tratta di una scuola in grado di risvegliare emozioni in stile Adachi. 

Ecco uno stralcio della sua recente storia ricavato da alcune riviste specializzate. L'anno scorso, come da prassi, il liceo Kawashima (soprannominato Kawakō) viene subito eliminato dal torneo di qualificazione di Tokushima, una delle quattro prefetture dell'isola di Shikoku, soprannominata il Regno del Baseball. Il risultato non è di quelli impietosi, tuttavia la sconfitta per 2-7 contro il Seikō Gakuen, liceo discreto ma nulla più, senz'altro una squadra alla portata dei nostri, fa sprofondare il club nella desolazione più cupa. La chance era di quelle da non sprecare. Pazienza, meglio dimenticare in fretta e girare nuovamente pagina, cercando di smaltire la delusione per l'ennesima volta.
Un passo indietro. Nel 2006, a causa del calo demografico nell'area orbitante il paese di Yoshinogawa, la scuola media e quella superiore furono costrette fondersi in un unico istituto. Poco male, si dirà. Malissimo, invece! Soprattutto se si ragiona nell'ottica di un liceale che vorrebbe praticare seriamente uno sport. Infatti l'unico campetto disponibile della scuola, lungo cento metri e largo novanta, si trova a dover ospitare non solo gli allenamenti dei club di baseball, di calcio, di softball e d'atletica del liceo, ma pure gli studenti delle medie, che giustamente reclamano il loro diritto a praticare uno sport. Risultato inevitabile: una drastica riduzione di spazi ed orari per tutti. Scarse le attrezzature e, visti i problemi demografici del paese, scarsi pure i candidati. Come di consueto, ad agosto, il coach congeda i sempai e si adopera per rimpolpare le fila del club. Ma le sparute matricole vengono subito contese dai vari circoli, sportivi e non, del doposcuola. La guerra fratricida e la caccia al nuovo iscritto si fanno pressanti. In alcuni casi è in gioco persino la sopravvivenza stessa del club. Ad essere sinceri il baseball non rischia fino a quel punto, ma avere più atleti a disposizione significa aumentare ragionevolmente le probabilità di scoprire dei validi elementi. Ad aprile i volantini colorati di scouting appesi alla bacheca d'ingresso dalle due manager tentano invano di attirare il maggior numero possibile di ragazzi. Il risultato di questa difficile opera di reclutamento è pressoché nullo. A fine estate il baseball è costretto a ripartire quasi da zero. Ad agosto 2009, conti ed iscritti alla mano, il liceo Kawashima si ritrova con un giovane coach, 18 ragazzi, la metà dei quali ancora ragazzini, due manager e soprattutto con la certezza sconfortante di prepararsi a disputare l'ennesima deludente stagione.
Invece, a settembre, la svolta inattesa. Sarà stato il lavoro duro che alla fine ha dato i suoi frutti, saranno state le motivazioni o lo spirito di rivalsa nei confronti di un destino avverso, non ci è dato sapere. Fatto sta che inizia la bella favola del Kawakō e il miracolo si realizza in occasione del torneo d'Autunno, primo banco di prova ufficiale per verificare l'amalgama della nuova squadra. La scuola supera in maniera inaspettata i primi tre turni ed accede alla semifinale. Qui, pur battuto sonoramente 11-1 dal Komatsushima, il Kawakō ottiene comunque la possibilità di giocarsi l'ingresso al blocco Shikoku nella finale del terzo posto contro l'altra semifinalista sconfitta, l'Anan Kōsen. Nonostante il pronostico sia di nuovo proibitivo, il Kawashima ottiene una vittoria sofferta per 3 a 2 e con essa uno stupefacente debutto al torneo interregionale.

Le finali di Shikoku allineano le 12 migliori scuole provenienti dalle quattro prefetture dell'isola. Per una realtà minore come il Kawashima già così sarebbe più che sufficiente. Anzi, ripagherebbe abbondantemente la scuola delle umiliazioni sportive subite nell'ultimo decennio. Sì, ma perché fermarsi ora, sul più bello? Perché fermarsi ora che la squadra sembra aver ingranato una meravigliosa marcia sconosciuta? Inizia il torneo. Il primo turno propone il Takamatsu di Kagawa, una scuola di grandi tradizioni, più che mai convinta di aver pescato il jolly al sorteggio. Invece già dal primo inning si capisce che potrebbe di nuovo accadere l'imprevisto. Il Kawashima azzecca una ripresa da 4 punti e poi, alla sesta, ne aggiunge altri 2 al suo score. A nulla vale l'estremo tentativo di rimonta del Takamatsu, che frutta un paio di punticini risicati. Debutto e vittoria. Coach Kitatani non crede ai suoi occhi, soprattutto viste le premesse d'agosto. Questo risultato significa che la sua squadra è entrata nel lotto delle migliori otto dell'isola.
Ma qui, purtroppo, la favola si interrompe. Ai quarti di finale il favoritissimo Kōchi si impone per 3-2, anche se solo grazie ad un sayonara-kachi all'ultimo inning, dopo essere stato addirittura sotto di 2 punti. Tuttavia l'impresa del Kawashima non viene dimenticata. Trascorrono un paio di mesi e alla riunione dell'esecutivo, la scuola viene premiata dai membri della Federazione con l'ultimo invito a disposizione per partecipare al Senbatsu 2010. Al Kōshien può essere che il Kawashima ritrovi proprio il Kōchi, finalista del torneo del blocco e dunque ammesso di diritto al Senbatsu. Ma stavolta, in campo neutro, tutto potrà succedere.
Di solito l'obiettivo delle debuttanti al Kōshien è ottenere perlomeno una vittoria, in modo che i ragazzi possano costruirsi un ricordo tangibile da conservare per i racconti ai figli e ai nipotini. Alla domanda su cosa si aspetti dalla kermesse di marzo, coach Kitatani ha così commentato: "Siamo la cenerentola del gruppo, gli ultimi arrivati. Ci guarderanno sorridendo, ma a questo siamo preparati e non ci faremo il sangue amaro, perché siamo consapevoli di partire in coda al gruppo. Ma l'unico aspetto nel quale non partiremo battuti nei confronti di nessuno sarà lo spirito di squadra. Perché vi assicuro che i miei ragazzi ne hanno da vendere."
Difficile dargli torto. Allo stesso tempo Kitatani benedice le ore (poche, peraltro) che i suoi ragazzi hanno trascorso su quel campetto per migliorare la fase difensiva. Ora il coach afferma che vorrebbe usare il tempo restante per concentrarsi di più sulla battuta, visto che le partite di baseball non si vincono solamente eliminando i battitori avversari. Gli altri club sportivi hanno già dato la loro disponibilità a tenere libero il campo per tutto il mese di febbraio.
A prima vista il liceo Kawashima non è cambiato affatto da quell'agosto 2009: schiera tutt'ora un giovane coach, 18 ragazzi, la metà dei quali ancora ragazzini, e due manager. Ma di quel mese torrido, apparentemente lontano anni luce, sono spariti il pessimismo e la paura di piombare anche quest'anno in un desolante anonimato. In compenso ora ci sono un'incredibile ventata di entusiasmo e soprattutto un invito ufficiale per recarsi allo stadio sacro. Tutto il resto, come sempre, è nelle mani del destino. Chissà che la bella favola del Kawakō non possa proseguire anche oltre il grande ponte di Seto.

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