venerdì 19 marzo 2010

Il Senbatsu 2010 - Il fascino della primavera

Si parte. Finalmente domenica si alza il sipario. Dopo un buon rodaggio rifinito da amichevoli e speranze, per i licei prescelti la prima competizione ufficiale del 2010. Trentadue scuole al via e pronostico relativamente incerto, causa la scarsa esperienza agonistica di molti dei partecipanti. Non mancheranno le emozioni tipiche della drastica sfida del dentro fuori. Saranno i nomi delle solite scuole quelli destinati ad occupare le pagine sportive dei quotidiani, oppure qualche debuttante si leverà la soddisfazione di dare loro dei grattacapi? Se per prevalere dalla massa di scuole partecipanti il torneo estivo pretende un mix di forza fisica e d'impegno all'ennesima potenza, sfogliando le statistiche del passato, il Senbatsu di primavera parrebbe un torneo molto meno esigente. Le squadre che vi partecipano sono state riformate da poco, molti giocatori hanno appena imparato a conoscersi e in molto casi l'amalgama non è ancora salito a percentuali rassicuranti. In pratica un torneo adatto ai debuttanti.


Ma allora in cosa consiste il vero fascino del torneo primaverile? Prima di azzardare le conclusioni partiamo da qualche dato statistico: tenendo validi i risultati del dopoguerra, al Kōshien estivo, in quasi settantanni risultano solo sette le scuole che hanno trionfato al loro debutto nella manifestazione. In pratica una ogni decennio. L'ultima volta che si verificò un caso del genere in estate risale al 1991, quando il Kōshien venne vinto dal Tōin di Ōsaka. Ci stava riuscendo pure il Saibi di Ehime nel 2004, ma venne sconfitto in finale e mancò una clamorosa doppietta dopo aver vinto a marzo. Invece al torneo di primavera le debuttanti di turno hanno trionfato la bellezza di quindici volte, con una frequenza maggiore proprio nell'ultimo ventennio. Sempre alla luce dei risultati di primavera, dal 2004 all'anno scorso per un totale di sei edizioni consecutive, una debuttante si è regolarmente presentata in finale. Molto dipende dal fatto di non sottoporsi alle massacranti qualificazioni estive che scremano senza pietà i novizi allo sbaraglio. Potrebbe inoltre pesare quel pizzico di presunzione di capacità e la conseguente sottovalutazione degli avversari considerati più deboli.

Da citare i casi eclatanti del liceo Ikeda nel 1974, giunto al Senbatsu con soli undici effettivi, soprannominati "gli undici fulgidi guerrieri", e del liceo Nakamura di Kōchi, nel 1977 con appena 12 giocatori, soprannominati i "24 occhi", poiché si diceva che ad ogni giocata difensiva i ragazzi prendessero a prestito gli occhi dei compagni per vedere ed intercettare qualunque pallina. Entrambi i licei arrivarono addirittura in finale. Quindi debuttanti allo sbaraglio sì, ma spesso vincenti. Che si ricava da tutto questo? Diverse cose. Prima di tutto che le possibilità di ben figurare a primavera sono davvero alla portata di tutti. I neofiti non si presentano a Nishinomiya da sprovveduti e si preparano per il grande evento spendendo quei pochi mesi a trasformare piccole speranze in discrete certezze. Poi va messa in conto l'adrenalina scaturita dall'opportunità di misurarsi con scuole famosi, che si aggiunge alla scarsa pressione rispetto ai licei tradizionalmente forti riversano sui loro ragazzi. A quest'ultimi il difficile compito di rispondere con buone prove sul campo, consapevoli che a primavera la sorpresa è sempre in agguato.

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