domenica 21 marzo 2010

Il Senbatsu 2010 - Il Torneo

La prima giornata
Il torneo è appena iniziato ed ecco, come un fulmine a ciel sereno, la prima sorpresa! Ma forse sarebbe più giusto intitolarla "vendetta, tremenda vendetta".


TSURUGA KEHI (Fukui) 7
TENRI (Nara) 4

Un passo indietro: l'ottantesima edizione del Senbatsu, nel 2008, alla quinta giornata del primo turno propose la sfida fra il Tenri e lo Tsuruga Kehi, che terminò con la secca vittoria dei viola di Nara per 5 a 1. Due anni dopo lo stesso incontro è stato sorteggiato per inaugurare l'edizione attuale. Al quinto inning, sul 3 a 1 per il Tenri, sembrava che la sorte dello Tsuruga fosse nuovamente segnata, ma una devastante ripresa da 5 punti consecutivi ha ribaltato le sorti del match mettendo alle corde i più quotati avversari. All'ultimo inning, sul risultato ancora incerto di 7 a 4, pur sacrificando due eliminati, il Tenri è riuscito ad ottenere un basi piene mettendo grande pressione sul lanciatore avversario Takahara. Ma la rincorsa si è conclusa qui, dopo lo strike out decisivo ottenuto dal destro Gumisawa, appena subentrato sul monte di lancio ed utilizzato dal suo coach come closer.

HANASAKI TOKUHARU (Saitama) 4
KADENA (Okinawa) 0

E' stata la partita delle primizie. Primo kanpū del torneo (shutout) ottenuto da Gomyō, lanciatore mancino al secondo anno, 181 cm per 77 kg, soprannominato "Nessie". Gomyō aggiunge alle sue statistiche anche 2 sole valide concesse e 7 eliminazioni per strike out. Inoltre primo homerun del torneo ottenuto dall'esterno Hashimoto. In definitiva è stato un incontro piuttosto veloce, privo di situazioni incerte. L'ultima ripresa viene chiusa con sicurezza da Gomyō che nemmeno esulta e pone fine ad una partita mai in discussione. La squadra di Saitama è apparsa in buone condizioni e ha mostrato un interessante potenziale offensivo, mentre gli avversari sono apparsi piuttosto inconsistenti, soprattutto in attacco. E domani, quasi senza nemmeno rendersene conto, il Kadena risalirà già sull'aereo per Okinawa. Lo Hanasaki, a dispetto del nome quasi verecondo (Hanasaki Tokuharu sta pressappoco per "luogo che raccoglie le virtù e le fa sbocciare come fiori"), si propone come un agguerrito pretendente al trono di primavera!

NICHIDAISAN (Tōkyō Ovest) 14
YAMAGATA CHUO (Yamagata) 4

La partita dei fuochi di paglia. Il primo fin da subito, con lo Yamagata Chūō che segna 2 punti nell'inning iniziale, lasciando i più quotati rivali a zero. Un'altra sorpresa dietro l'angolo? Niente affatto. Tempo una ripresa e il lineup del Nichidaisan, sorretto dall'incredibile prestazione dell'interbase Yoshizawa (oggi concluderà i suoi 5 turni di battuta con 2 doppi e un homerun!), rimette i conti a posto prima pareggiando e poi portandosi sopra di altri 2 punti. Lo Yamagata non demorde e raggiunge di nuovo il pareggio sul 4 a 4. Ma si tratta solo del secondo fuoco di paglia. Da lì in poi comincerà il bombardamento dei ragazzi di Tōkyō che frutterà la bellezza di 10 punti di scarto. Il Nichidaisan metterà in cascina 20 valide complessive, tra cui spiccano 11 hit lunghe in campo esterno e ben 2 homerun: se questi sono i presupposti, si prospettano tempi duri per i lanciatori avversari. 
In definitiva la prima giornata del Senbatsu non ha deluso. Personalmente mi ha riservato una sorpresa (il Tenri eliminato), un'illusione (speravo che il Kadena potesse fare meglio) ed una conferma (i bombardieri del Nichidaisan). Domani in Giappone sarà ancora festa ("furikae kyūbi", in pratica si recupera la festività dell'equinozio di primavera che quest'anno cade di domenica) e quindi ci sarà ancora tempo da spendere guardando qualche incontro in TV.



La seconda giornata
Altri tre incontri messi in saccoccia. A dire la verità, complice l'attesa che si era creata intorno alla giornata inaugurale, ieri mi sono divertito di più. Stavolta l'unica nota risaltante a mio parere è stata la prestazione del lanciatore spilungone Tomohiro Hamada (183 cm x 64 kg) ed in generale quella della sua scuola, il Miyazaki Kōgyō. Non vorrei sbagliarmi, ma credo che faranno altra strada.

KŌYŌ (Wakayama) 2
KAISEI (Shimane) 1

Nonostante un gioco sparagnino, il Kōyō di Wakayama è riuscito a gestire il piccolo patrimonio di 2 punti ottenuto alla quarta ripresa e alla fine si è aggiudicato un match tanto tirato quanto avaro di emozioni. "Wan shansu, ni renda", cioè ottenere delle valide consecutive nell'unica occasione disponibile. Il Kaisei ci ha provato (6 valide contro le 3 del Kōyō), ma è riuscito solamente ad accorciare le distanze al nono e poi si è fermato lì. Il Kōyō è una delle tre scuole che sono entrate a Nishinomiya dal cosiddetto ingresso posteriore, grazie cioè all'invito della Federazione, che ha spezzato un lunghissimo digiuno di Senbatsu che durava da ben 36 anni! Il sogno, manco a dirlo, sarebbe di arrivare in finale e magari trovarvi i cugini di prefettura / rivali del Chiben Wakayama, che sono stati sorteggiati dall'altra parte del tabellone.

MIYAZAKI KŌGYŌ (Miyazaki) 4
MAEBASHI KŌGYŌ (Gunma) 0

Grande prova del lanciatore Hamada del Miyazaki Kōgyō: il ragazzo ha realizzato uno shut out concedendo 2 solide valide ai battitori avversari, tra l'altro entrambe nel quarto inning. Ma soprattutto ha fatto registrare 2 zeri nelle caselle dead ball e four ball. Un dato, quest'ultimo, che testimonia il controllo superlativo grazie al quale lo smilzo di Miyazaki ha inchiodato gli avversari al piatto, servendosi di slider davvero maligni e taglienti come delle katana. L'unico rammarico sta proprio nelle 2 hit concesse. Visti i presupposti e l'andamento del match, si poteva anche sperare di assistere ad un no-hitter o addirittura ad un perfect game! Scherzi del destino e del sorteggio: il Kadena di Okinawa, che a novembre aveva sconfitto il Miyazaki per 4 a 2 nella finale del blocco Kyūshū, ha già fatto i bagagli, tra l'altro senza alcun rimpianto di sorta. Mentre per i ragazzini di Miyazaki il Senbatsu potrebbe diventare un trampolino dorato per un tuffo nella celebrità.

KŌRYŌ (Hiroshima) 7
RITSUMEIKAN UJI (Kyoto) 6

E' stata la partita delle rincorse. Ecco la successione del punteggio: 1-0, 1-4, 4-4, 4-5, 7-5 ed infine il 7-6 che ha fissato il risultato. Gioia a parte per la vittoria tiratissima, l'unico leggermente rammaricato in casa Kōryō pare essere l'imponente lanciatore Kōhei Arihara (187 cm per 90 kg, da queste parti un gigante). Si tratta di un destro che si era presentato al Kōshien fiero di un curriculum che riportava 0,60 di media PGL (punti guadagnati sul lanciatore), statistica ricavata dai 6 incontri del torneo d'Autunno. Nelle interviste del dopo gara, con un sorriso amaro, Arihara ha dichiarato di sentirsi sollevato solo per il risultato e ha aggiunto di non ricordare una sua prestazione così disastrosa. Oggi ha beccato 6 punti (4 in un colpo solo in un primo inning da incubo), si è rifatto parzialmente con gli strike out (10), ma ha concesso pure 8 basi per ball. Buon per lui che l'attacco di Hiroshima ha fatto il suo dovere, altrimenti probabilmente sarebbero stati dolori. In conclusione, per il semplice meccanismo con cui è organizzato il torneo, è già possibile tracciare il cammino delle 6 vincenti delle prime due giornate, che si affronteranno tra loro negli ottavi di finale a partire da venerdì prossimo. Ecco nel dettaglio le partite in programma:
26 marzo 2010
(11:30) Hanasaki Tokuharu - Tsuruga Kehi
(14:00) Kōyō - Nichidaisan
27 marzo 2010
(09:00) Kōryō - Miyazaki Kōgyō



La terza giornata
Giornata bagnata dalla pioggia, che oggi ha imperversato praticamente su tutto l'arcipelago.

SHINKŌ GAKUEN (Hyōgo) 6
KŌCHI (Kōchi) 5

La pioggia ha tenuto lontani parecchi spettatori e probabilmente lo farà pure domani. Tuttavia non ha impedito a molti locali di fare due passi per recarsi al Kōshien ad assistere alla partita dello Shinkō Gakuen, la squadra di casa (la scuola dista una ventina di chilometri dallo stadio). Ed oltre alla pioggia è comparsa pure la prima "X" nel punteggio. Si tratta del simbolo che, affiancato ad una cifra nella casella dell'ultimo inning, indica un sayonara-kachi ("vittoria e arrivederci"). Stavolta nessun homerun da ricordare, ma solo un walk-off single dell'esterno Yokokawa che ha permesso ai ragazzi di Kobe di aggiudicarsi un match altalenante. Per il Kōchi, che aveva sudato le proverbiali sette camicie per ottenere il sospirato pari alla nona ripresa, il rammarico di aver incassato la sconfitta quando ormai mancava una sola eliminazione prima degli extra inning.

CHUKYŌDAI CHUKYŌ (Aichi) 5
MORIOKADAI FUZOKU (Iwate) 4

E' stato un incontro meno in bilico di quanto possa suggerire lo scarto minimo del punteggio, almeno fino all'ultima ripresa. Il Chūkyōdai Chūkyō ha rispettato il pronostico che lo vedeva favorito in virtù della splendida vittoria al Kōshien estivo nell'agosto dell'anno scorso. Alla fine dell'ottavo, sul risultato di 5 a 3, pensando di aver ormai in pugno l'incontro, Takashima, coach del Chūkyōdai, ha pensato di dare un po' di respiro all'asso Morimoto ed ha fatto entrare il secondo lanciatore Asano. Ma, complice la pressione e pure il terreno fangoso, la riserva è riuscita nell'impresa di regalare due basi per ball, eliminando un solo avversario e permettendo al Moriokadai di occupare la seconda e la terza base. A questo punto il coach ha pensato bene di fare marcia indietro e ha fatto rientrare Morimoto, che è riuscito a limitare i danni e ha chiuso l'incontro sul 5 a 4, salvando i campioni da un insidioso prolungamento del match. Sempre nelle ultime due riprese da rimarcare alcune situazioni avvincenti, tra cui 2 run down (l'inseguimento a tamburello della difesa che tenta di eliminare un corridore intrappolato tra le basi) ed uno squeeze play* mancato.
*E' il termine per definire l’azione di gioco nella quale una squadra, con un corridore in terza base, tenta di fargli segnare il punto aiutandolo con una smorzata.

CHIBEN WAKAYAMA (Wakayama) 6
TAKAOKA SHŌ (Tōyama) 1

I battitori del Chiben Wakayama hanno giocato con Hironari Nabeta, lanciatore del Takaoka Shō, un po' come fa il gatto col topo. Hanno fatto credere all'avversario che se la poteva giocare alla pari, concedendogli pure qualche strike out. Ma molto probabilmente il line up biancorosso stava solo prendendo le misure allo sventurato avversario. Al terzo inning l'hanno colpito di fioretto, qualche zampata per ottenere un punticino d'avvertimento. Quindi al quinto hanno sfoderato gli artigli per sotterrarlo definitivamente con 5 punti consecutivi. Infine si sono riposati controllando la preda in attesa che arrivasse l'ultima ripresa. 
Dunque un pronostico ampiamente rispettato e nuovo record per il leggendario Hitoshi Takashima, che ha raggiunto la 59sima vittoria al Kōshien toccando così un traguardo mai raggiunto da nessun altro coach prima di lui. Nelle interviste finali Takashima ha persino citato Esopo: "Ai miei ragazzi ho detto di comportarsi come la tartaruga col coniglio, a patto di non farlo scappare troppo lontano. Inoltre li ho incitati a seguire le teorie di base, senza improvvisare nulla, perché se cerchi di esagerare il Kōshien non te la perdona. Loro mi hanno ascoltato e alla fine il risultato è venuto da solo, senza bisogno di forzare nulla".



La quarta giornata
La pioggia ha continuato a tormentare gran parte del Giappone. "Honjitsu chūshi" (oggi sospensione) recitavano i cartelli adiacenti allo stadio. Pazienza, non è la prima volta che succede. Anzi, al Senbatsu un rinvio è il dazio minimo da pagare pur di disputare un torneo a cavallo tra inverno e primavera. Quindi tutto spostato di un giorno.Dunque telecamere sportive della NHK spente e in TV un sacco di programmi tappabuchi. Invece sui quotidiani si continua a parlare di un episodio spiacevole che è accaduto al termine della prima gara della seconda giornata. L'incontro era quello tra il Kaisei di Shimane e il Kōyō di Wakayama. Un breve presentazione delle due squadre può aiutare a comprendere i risvolti della vicenda: il Kōyō di Wakayama è una delle tre scuole che sono entrate a Nishinomiya dall'ingresso posteriore, cioè solo grazie all'invito della Federazione. Tra l'altro l'invito in oggetto ha spezzato un lunghissimo digiuno di Senbatsu che per la scuola di Wakayama durava da ben 36 anni! Ingresso posteriore sì, ma si tratta comunque di una scuola che vanta due vittorie al Kōshien d'agosto e ventuno partecipazioni complessive tra estate e primavera. Dagli anni 70 in poi il buio assoluto, fino al ripescaggio dello scorso gennaio in virtù delle frequenti opere di volontariato e di assistenza in cui si è distinto l'istituto. Bentornati perché siete dei bravi ragazzi, ma niente illusioni. Per voi il baseball che conta, ormai, è una realtà sconosciuta. 
Dall'altra parte il Kaisei di Shimane, anch'essa scuola dalle tradizioni antiche, che ha partecipato sei volte al Kōshien estivo e una volta al Senbatsu, seppur senza ottenere risultati eclatanti. Ma quest'anno pareva che fosse la volta buona per aggiungere un bel mattoncino al muro della sua storia. Non per nulla il Kaisei è riuscito a vincere il recente torneo d'Autunno del blocco Chūgoku, vero termometro della salute e della forza degli squadroni, sconfiggendo corazzate del calibro di Kōryō e Kanzei. Insomma, con tali presupposti era quasi doveroso ipotizzare un'edizione spumeggiante per i ragazzi di Shimane. Il giorno del sorteggio le due squadre si incrociano. Appresa la notizia, l'allenatore del Kaisei non sta più nella pelle: un colpo di fortuna così, peraltro in un torneo relativamente breve, gli fa già pregustare l'ingresso agli ottavi di finale. L'ambiente di Shimane rincara la dose e da per scontato il passaggio del turno. In effetti tutto farebbe presupporre che finisca in quel modo. Calcisticamente parlando, è come se si affrontassero una compagine di A contro una di C, in condizioni normali non c'è partita. Ma qui siamo al Kōshien e normalità è un termine che spesso smarrisce il suo significato. Ed infatti alla fine l'ha spuntata il più debole!

Il fattaccio accade più tardi, durante le consuete interviste del dopo gara. Naomichi Nonomura, coach del Kaisei, parla coi giornalisti e riguardo alla partita si esprime in questi termini: "Da parte nostra una prestazione del genere significa una cosa soltanto... che l'allenatore, cioè il sottoscritto, è un perfetto incompetente. Ho una gran voglia di mollare tutto. Vorrei tagliarmi la pancia (testuale, ha espresso per davvero il concetto di harakiri). Vorrei morire. Voglio tagliare i ponti col baseball perché non sopporterei di provare due volte la stessa vergogna. Anzi, non voglio più parlare di baseball finché campo. Perdere contro un'invitata dell'ultima ora è una vergogna che mi terrò dentro per tutta la vita." Ora, appurato che da queste parti lo spirito di dedizione, l'esagerazione con cui si assume una qualunque responsabilità e l'ossessione per la vittoria turbino i sogni di parecchi personaggi. Ma la sparata in questione di questi tempi risulterebbe eccessiva persino per l'opinione pubblica più conservatrice. Il giorno dopo (ieri) si apre il solito siparietto che accompagna le sparate di questo genere: gli avversari si dichiarano giustamente feriti, avviliti e tristi per quelle parole fuori luogo, la Federazione si riserva di verificare le dichiarazioni del coach promettendo giustizia a destra e a manca. Lui, ormai sotto i riflettori e pressato dalla scuola, si affretta a correggere il tiro dicendo che lui non intendeva offendere nulla e nessuno, ma solo esternare la sua grande amarezza per la sconfitta inaspettata. Nonomura aggiunge che l'euforia legata al sorteggio benevolo e l'opinione pubblica di Shimane che soffiava sul fuoco lo avevano convinto che la partita sarebbe stata una passeggiata. Dopotutto il Kaisei aveva dominato il blocco Chūgoku. Alla faccia della passeggiata!

Intanto ieri il buon Nonomiya si è rifatto vivo a Nishinomiya per presentare le sue scuse ufficiali alla Federazione. Taglio a spazzola, occhiali fumé, completo grigio, improponibile cravatta fantasia su camicia nera e scarpe di pelle bianca. Pareva abbigliato come uno yakuza anni Settanta. Quando i parrucconi della Federazione gli hanno fatto capire la gravità delle sue parole (e probabilmente l'entità della sua punizione), dicono che il coach sia scoppiato in lacrime. Qui non perdonano nemmeno gli atleti sorpresi ad aspirare una sigaretta, figuriamoci uno che dovrebbe dare l'esempio. Per il cinquantottenne si preannuncia dunque un inevitabile pensionamento anticipato. Improbabile che la scuola gli rinnovi il contratto, essendo l'ente responsabile che di fatto ci ha messo la faccia e pure il più esposto alla brutta figura rimediata. Certi pensieri dovrebbero appartenere ad una mentalità lontana e sepolta. Dico dovrebbero, perché per certi aspetti il Giappone continua a rimanere un paese inconfondibile. Resta da vedere come la prenderanno i ragazzi della squadra, visto che a questi livelli l'allenatore è visto come una specie di secondo padre.



La quinta giornata
Indovinate un po' cos'è successo? Nulla, a parte i bagni fuori programma. In Kyūshū piove che è un piacere, in Kansai è lo stesso e la temperatura si è pure abbassata di qualche grado. Stando alla Tv, in certe zone del nord sta addirittura nevicando. Oggi è uno di quei giorni in cui ringrazi il cielo di avere un tetto sopra la testa. Evidentemente i kami stanno facendo pagare con inconsueto ritardo le belle giornate di sole che abbiamo vissuto a febbraio. Intanto il Senbatsu ha già sforato di due giorni e verrà prolungato fino al 3 aprile.







La sesta giornata
La giornata ha proposto tre sfide davvero avvincenti, in pieno spirito Kōshien. Stamane le tribune si sono riempite più del solito. Evidentemente lo stop ha fatto la sua parte, contribuendo ad accrescere l'attesa per le gare odierne. Televisione dunque sintonizzata alle 09:00 sul canale NHK, col solito staff composto dal telecronista, dall'ospite e dall'opinionista che hanno cominciato a snocciolare statistiche ed aneddoti sulle scuole in gara. Uno dei tre ha detto: "Probabilmente vedremo molti colpi di scena, a partire da questa settimana. Proviamo a capirne di più, come se avessimo già visto il film." In realtà oggi di vere sorprese ce ne sono state poche. Il lato piacevole dei pronostici è che si fanno senza pericolo di danneggiare nessuno, anche se spesso si sbagliano.

KŌNAN (Okinawa) 4
KANZEI (Okayama) 1

Lo spettro di una doppia eliminazione di entrambe le compagini di Okinawa già al primo turno svanisce nel giro di qualche inning. Il Kōnan si dimostra una formazione solida e controlla l'incontro senza particolari patemi. Dopo quattro partecipazioni al Senbatsu, finalmente gli isolani riescono a rompere la tradizione che li voleva sempre sconfitti al primo turno. Merito dello storico successo va senza dubbio al lanciatore Shimabukuro, che concede un unico punto ai battitori del Kanzei e, nonostante le dieci valide incassate, ottiene ben 14 strike out evitando di regalare basi per ball agli avversari. Molti esperti alla vigilia dicevano che non sarebbe potuto essere altrimenti. Il Kōnan infatti schiera ben sette elementi che hanno partecipato all'ultimo Kōshien estivo. Alcuni di questi hanno addirittura debuttato al Senbatsu di un anno fa, quando il Kōnan venne eliminato al primo turno dal Tōyama Shō (2-0 al decimo inning dopo una partita tiratissima). Si tratta quindi di un gruppo compatto che non si farà impressionare da nessuno. Per concludere, la dichiarazione dell'asso Shimabukuro: "Era un sacco che aspettavamo questo momento. A Naha, poi, lo aspettavano da una vita. Poter ascoltare le note del nostro inno al termine dell'incontro è stata una delle emozioni più belle che ho mai provato da quando gioco a baseball!"

TEIKYŌ (Tōkyō Est) 3 
KŌBE KOKUSAIDAI FUZOKU (Hyōgo) 2 

La spietata legge del Senbatsu non risparmia due delle maggiori protagoniste del baseball liceale dell'ultimo quinquennio, Teikyō e Kōbe Kokusaidai Fuzoku le quali, in virtù dei sorteggi del primo turno, sono obbligate a doversi affrontare fin da subito. Dunque, primo vero scontro tra titani e le attese non sono state deluse. Il pronostico era lievemente a favore dei ragazzi della capitale, che dispongono di un monte di lancio più consistente. Entrambi i team si sono laureati campioni interregionali nell'autunno scorso e hanno dato vita ad un match bellissimo, di quelli che ti fanno appassionare ancor di più al baseball liceale. La tradizionale rivalità storica tra Kantō e Kansai (un po' come il nostro Roma-Milano) ha contribuito a condire ulteriormente una sfida già calda in partenza. Da una parte l'ambizioso Teikyō (Tōkyō Est), col suo celebre terzetto formato dal prodigio Takurō Itō (secondo anno), da Shōta Suzuki e da Yasuaki Yamazaki (terzo anno), tre lanciatori destri tutti papabili titolari e tutti in grado di sparare la palla oltre i 140 km/h. Oggi è sceso in campo Itō (casacca numero 11, il che la dice tutta sulla qualità degli assi che può vantare questa scuola), il quale ha strappato un boato al pubblico dello stadio quando il rilevatore ha marcato la velocità del suo lancio a 147 km/h.

Dall'altra il Kōbe Kokusai, scuola sostenuta calorosamente dal pubblico di casa, che ha cercato di prendere subito il largo incamerando punti al secondo e al terzo inning. Ma Shōta Suzuki, oggi schierato in prima base coi rigati, ha tirato fuori dal cilindro un solo homerun all'ottavo che ha aggiustato il risultato dando il via alla rimonta dei ragazzi di Tōkyō Est. Nonostante rimanessero ancora due riprese e pur avendo l'ultimo attacco a disposizione, il Kōbe Kokusai non ha avuto la forza di controbattere il colpo e alla fine ha dovuto arrendersi. Il rammarico è stato grande. Nelle interviste a fine gara Shimono (l'interbase che oggi ha aperto le danze con un doppio al secondo inning), capitano del liceo di Kōbe, con gli occhi arrossati dalle lacrime, ha fatto i complimenti al Teikyō augurandogli di potersi qualificare anche per la prossima estate, in modo da poter avere la rivincita. Visto che la sua scuola, ha detto masticando amaro, ci sarà sicuramente.

MIEKŌ (Mie) 6x
IMABARI NISHI (Ehime) 5 
(al decimo inning)

In una bella cornice di pubblico, presente una rumorosa delegazione giunta dallo Shikoku coi caratteristici asciugamani indossati a mo' di sciarpa, l'ultima partita della giornata fra lo Imabari Nishi, campione uscente dello Shikoku, e il Mie rispetta tutte le previsioni incerte della vigilia, dando vita ad una sfida emozionante che per concludersi ha richiesto un extra inning. Si era in una situazione di due eliminati, con corridori in seconda e terza base, quando Katō, ricevitore del Miekō, ha toccato una valida in campo aperto, consentendo al compagno più avanzato di pestare tranquillamente il piatto in casa base. Da sottolineare la prova del velocissimo Yamaguchi (foto a sinistra), primo in battuta, che con i suoi bunt è risultato una spina nel fianco di Hino, lanciatore dello Imabari Nishi. Per la scuola di Matsusaka, cittadina a pochi chilometri a sud del famoso circuito di Formula Uno di Suzuka, un travolgente sayonara kachi dopo essere stata a lungo sotto nel punteggio. E ora sotto col Teikyō. In conclusione un aggiornamento sulle date degli ottavi di finale.

Il rischio pioggia dovrebbe essere allontanato del tutto e con molta probabilità si procederà di questo passo, giorno dopo giorno, fino alla conclusione del torneo. E sempre per restare in tema di pronostici -farli e sbagliarli-, ho pensato di aggiungere una o più stelle a seconda dell'importanza della sfida. Ecco le partite nel dettaglio:
28 marzo 2010
(11:30) Hanasaki Tokuharu - Tsuruga Kehi ★★
(14:00) Kōyō - Nichidaisan ★★★
29 marzo 2010 
(09:00) Kōryō - Miyazaki Kōgyō ★★
(11:30) Shinkō Gakuen - Chūkyōdai Chūkyō ★★★
(14:00) Kōnan - Chiben Wakayama ★★★★
30 marzo 2010 
(09:00) Teikyō - Mie ★★★ 
(11:30) ? - ? 
(14:00) ? - ? 
Di grande spessore ed interesse la contesa tra Chiben Wakayama e Kōnan, che vede opposto l'attacco più in forma del momento ad uno dei lanciatori più in forma del momento, almeno per quanto visto oggi.



La settima giornata
Oggi giornata caratterizzata da una splendida giornata di sole, ed era ora! Sportivamente parlando è stata pure una giornata trascinante e a tratti emozionante. Dal mio punto di vista era quasi impossibile che non lo fosse, visto che scendevano in campo le due scuole per cui avevo deciso di tifare prima che cominciasse il torneo. Diciamo che mi è andata bene a metà. Il cuore è rimasto soddisfatto, la speranza è andata delusa.

ŌSAKA TŌIN (Ōsaka) 9
TŌKAIDAI BŌYŌ (Chiba) 2

L'ennesima sfida tra compagini del Kantō e del Kansai stavolta non ha avuto praticamente storia. Il lineup dell'Ōsaka Tōin ha spazzato via ogni dubbio toccando duro i due lanciatori avversari che si sono alternati inutilmente sul mound, e controllando l'incontro fin dalle prime riprese. Prima hanno spinto sull'acceleratore ottenendo dal malcapitato Nagatomo tre punti al secondo inning, poi hanno chiuso in bellezza rifilandogliene altri quattro nell'ultima ripresa. Nonostante il punteggio sostanzioso e le dodici valide ottenute, stranamente non si sono visti homerun. Va detto che dagli anni Novanta in poi il Tōin è diventata una scuola celebre per i suoi battitori, che gli hanno permesso di conquistare due volte il Kōshien estivo, la prima nel 1991 e la seconda appena un paio d'anni fa, nel 2008. In quest'ultima edizione il suo line up devastante segnò 17 punti a zero nella finale contro il quotato Tokoha Kikugawa, riducendo il clou del torneo alla stregua di una semplice sgambettata.

ŌGAKI NICHIDAI (Gifu) 3x
KAWASHIMA (Tokushima) 2 
(al decimo inning)

E' terminata al primo turno l'avventura del Kawashima, la cenerentola del torneo. La sua bella favola è finita come doveva finire, anche se, rivedendo le fasi salienti dell'incontro, resta il rammarico. L'ideale era entrare subito in partita con lo spirito giusto e non concedere ulteriori vantaggi ai favoriti. Arrivando alle ultime battute con il punteggio in equilibrio, la pressione si sarebbe scaricata tutta sull'avversario. E fin qui il sogno stava per concretizzarsi. Sul 2 a 2 all'ultima ripresa ho sperato sul serio nell'ennesimo miracolo di cui è capace questo stadio. Tuttavia a riaprirmi gli occhi ci ha pensato una situazione di basi piene all'extra inning, che ha mandato in crisi la squadra del giovane coach Kitatani e l'ha condannata ad una sconfitta per walk off. Alla decima ripresa il clou: dopo un primo eliminato per strike out, una valida permette all'attacco dello Ōgaki di far avanzare il corridore vincente fino in terza base. A questo punto il Kawashima opta per la scelta tattica di concedere volutamente due basi intenzionali e riempire i cuscini. 
Nelle situazioni critiche, avere a disposizione più corridori da eliminare spesso può portare ad un doppio gioco risolutivo; infatti arriva subito la seconda eliminazione. Ora ne manca solo una per arrivare al cambio. Il quarto battitore Takada incoccia la palla che vola con traiettoria incerta verso la zona dell'esterno destro Fujimoto. Questi si slancia in avanti, si allunga in tuffo, sembra farcela... invece riesce solamente a sfiorare la pallina, che rotola a terra. La favola che svanisce per una manciata di centimetri. Tokimoto dello Ōgaki arriva a braccia alzate a casa base, chiudendo ripresa e partita. 
A fine partita il commento di Keizō Sawaguchi (65 anni), allenatore dello Ōgaki: "Questo risultato ci da grande sicurezza. Prima della gara sapevamo che non sarebbe stato facilissimo, non solo per l'avversario mentalmente tranquillo ma anche per il momento, per la pressione che ci siamo portati dietro. Abbiamo cominciato male il match ma l'abbiamo terminato bene. Una sconfitta avrebbe procurato danni psicologici gravissimi ai miei ragazzi. La prestazione di Kassai? Credo che nessuno più di lui sia contento oggi, ci sono stati momenti in cui ha fatto fatica, ma poi è uscito il lanciatore che conosciamo." Di solito gli sconfitti non si sciolgono in lacrime dopo un'eliminazione al Senbatsu, come invece succede al Kōshien estivo. I ragazzi del terzo anno sanno che prima di congedarsi col baseball liceale avranno la possibilità di lottare a luglio per tornarci e magari riscattare la delusione primaverile. Ma si tratta di squadre forti ed attrezzate per vincere, con buone probabilità di ricalpestare la terra sacra. Mentre il Kawashima a giugno è già tanto se riuscirà ad imbastire una squadra. Lo sanno bene i diciotto ragazzini ripresi dalla telecamera mentre stanno allineati per il saluto finale al Kōshien. Qualcuno ha già gli occhi rossi, qualcuno fissa il vuoto, qualcun'altro trattiene a stento il pianto. Sperare di rifarsi alle prossime qualificazioni estive di Tokushima e tornare in fretta a Nishinomiya per regolare i conti col destino crudele, per una compagine come questa sarebbe irrealistico e inutile: non ci crede nessuno. Poteva essere davvero un sogno. Se non è una doccia fredda, poco ci manca.

JIYUGAOKA (Fukuoka) 4
TŌKAIDAI SAGAMI (Kanagawa) 2

Per una favola che si conclude, eccone un'altra che inizia! E di questa ne sono assolutamente lieto, visto che si tratta della scuola della mia prefettura. Clamorosa vittoria del Jiyūgaoka, debuttante al Senbatsu e semifinalista del torneo autunnale del blocco Kyūshū ai danni del Tōkaidai Sagami, club campione del Kantō. La scuola ha sede a Kitakyūshū, città che fa da collegamento tra l'isola e il resto dell'arcipelago e che si trova ad un'ora di macchina da Fukuoka. Tutti aspettavano il prodigio Hifuni (palla che viaggia a 149 km/h e probabile primo liceale scelto nel prossimo draft), invece il destino ha premiato il giovane Ōno del Jiyūgaoka, che ha avuto l’occasione di diventare l'eroe della sua scuola nella gara dell’esordio assoluto al Senbatsu. Va detto che Ōno è riuscito a non concedere basi ai battitori del Tōkaidai Sagami solo alla quinta e all'ottava ripresa. Per il resto è stata una sofferenza continua (9 valide concesse contro le 6 di Hifumi), che però d'altro canto ha messo in risalto le doti difensive della compagine di Kitakyūshū. D'altronde si dice che l'arma degli sfavoriti sia proprio la difesa, no? 
All'ottavo inning la svolta, sul punteggio di 1 a 1: basi piene per il Jiyūgaoka ed un gran triplo al centro dello slugger Kōga, che ha messo così l’ipoteca sul match. Con un'unica ripresa a disposizione, il Tōkaidai Sagami ha cercato l'improbabile rimonta recuperando un punto, ma l'ennesimo doppio gioco difensivo degli avversari ha chiuso definitivamente il sipario. Ōno non si è di certo risparmiato nelle dichiarazioni nel dopo partita: "Sarà stata la tensione, non so. Per certi tratti mi pareva di avere la testa completamente svuotata. I miei compagni sono stati perfetti in difesa e io credo di aver lanciato in modo quasi perfetto per i miei limiti." Il coach Suetsugu è tanto raggiante quanto incredulo: "Ho dei ragazzi che stanno bene assieme, quindi si è creato un certo affiatamento. Abbiamo un sistema equilibrato grazie al fatto che commettiamo poche disattenzioni. Se poi l'avversario è più bravo, non ci resta che toglierci il cappello. A dire il vero oggi qualche errore di troppo c'è stato, ma non c'è nessun motivo di arrabbiarsi. Il Jiyūgaoka partiva sicuramente sfavorito nel pronostico e questo, forse, è stato un bene. Un lanciatore rilassato ti può concedere spazi, ed è qui che noi siamo stati capaci di inserirci. Che penso del prossimo incontro? Guardi, io l'unica cosa che pensavo fino a qualche ora fa era quale treno avremmo preso per tornarcene a casa.". Ma ora è chiaro che anche la rappresentativa di Fukuoka comincerà a farsi i suoi calcoli. Sanno bene che un'altra vittoria metterebbe paura a tutti gli altri squadroni del torneo.

Aggiornamento su coach Nonomura e le sue esagerazioni nel post partita del 23 marzo scorso. Come volevasi dimostrare il preside della sua scuola ha dichiarato alla stampa di aver accettato le dimissioni spontanee dell'allenatore e per giunta ha punito pure il buchō Muramoto, in quanto primo responsabile dei fatti riguardanti del club di baseball, sospendendolo dal suo incarico fino a data da destinarsi. Per uno che va, un altro che torna. Il signor Morikawa, coach del Tenri di Nara, sospeso dalla Federazione nel settembre dello scorso dopo l'arresto per presunti maltrattamenti nei confronti di uno studente, ha terminato di scontare la sua pena ed è stato reintegrato nel club. Ora che il liceo ha riacquistato il suo storico allenatore, avrà senz'altro la possibilità di riscattarsi dopo la magra figura rimediata al primo turno del Senbatsu. 



L'ottava giornata
La giornata ha messo fine alla snervante attesa delle ultime due squadre che non erano ancora scese in campo e ha delineato in modo definitivo il quadro degli ottavi di finale, proponendo i primi due match di questa seconda fase.

HOKUSHŌ (Hokkaidō) 2
AKITA SHŌ (Akita) 0

Il derby del nord si è rivelato un'autentica passerella per il tutto fare Tomoya Matano, asso e quarto battitore del liceo Hokusho, fisico imponente (186 cm x 80 kg), grandi doti tecniche e perciò già nel mirino degli scout di mezzo Giappone. Matano non solo ha ottenuto un cappotto lasciando all'asciutto le mazze biancorosse, ma ha persino battuto uno splendido homerun da due punti in occasione del suo primo turno al piatto. A completare l'ottima prestazione i dieci strike out e le cinque valide concesse. Il culmine, manco a dirlo, nella prima parte dell'ultima ripresa, con l'Akita Shō all'attacco che riusciva a piazzare due corridori in prima e in terza senza concedere eliminati. Ma Matano si è di nuovo ricordato che questa doveva essere la sua partita e ha progressivamente spento le speranze avversarie di una clamorosa rimonta. Come previsto lo Hokushō ha deciso di puntare tutto su questo gioiellino che potrebbe regalargli più di una soddisfazione. A patto che non abbia cedimenti, perché una volta caduto lui, il crollo della squadra sarebbe quasi automatico.
Dall'altro lato dello schieramento è stato un inizio traumatico per Suda, l'asso di Akita Shō, che già al primo inning è stato costretto a voltarsi, con lo sguardo tra l'incredulo e lo sconsolato, per osservare la pallina del rivale mentre volava fuori dal diamante. Il proseguo ha mostrato una splendida battaglia sul monte di lancio, coi due rivali che non hanno mai dato l'impressione di cedere all'avversario. Un particolare curioso: sul tabellino di fine incontro si legge che il lanciatore dell'Akita non è riuscito ad eliminare nemmeno una volta l'avversario per strikeout, concedendo due basi per ball e due dead ball. Si è trattato del classico "utarete toru picchingu", cioè un lanciatore che preferisce farsi ribattere contando sull'aiuto dei suoi difensori piuttosto che forzare degli improbabili lanci. Dopo aver raggiunto gli ottavi di finale nelle edizioni del Senbatsu del 1980, del 2004 e del 2006, quest'anno l'Akita Shō è costretta a cedere le armi già al primo turno: l'ultima volta gli capitò nel lontano 1961, ben 49 anni fa. E questa era l'ultima partita del primo turno. D'ora in poi cominciano gli ottavi di finale che premiano i vincenti con l'ingresso nei "besuto eito" (best eight). Sono felice per la vittoria dello Hokushō e di Matano, visto che martedì prossimo agli ottavi incontrerà il mio Jiyūgaoka, squadra espertissima nel ridimensionare gli one-man-team (vero Hifumi kun?).

Ottavi di finale: 
TSURUGA KEHI (Fukui) 7 
HANASAKI TOKUHARU (Saitama) 5

Esordio migliore per decidere la prima delle best eight di questa edizione non ci poteva essere. Lo Tsuruga Kehi si riconferma squadra tosta e dopo aver rimandato a casa il quotato Tenri di Nara, riesce a ridimensionare un team solido come lo Hanasaki Tokuharu, guidato dal suo possente lanciatore "Nessie" Gomyō. La partita in soldoni: lo Tsuruga riesce a scappare, poi si rilassa permettendo all'avversario di riavvicinarsi. Quindi sgomma al momento giusto, lasciandolo con un pugno di mosche in mano e tanti rimpianti.A dire il vero, giunti alla sesta ripresa sul risultato di 6 a 0 per i ragazzi di Fukui, nessun indizio avrebbe fatto presagire ad una possibile rimonta dello Hanasaki. Ma il kami del Kōshien è specializzato nell'organizzare drammatici ribaltamenti al limite dell'impossibile e stava per farcela pure stavolta. Con 5 punti complessivi segnati al sesto e all'ottavo inning, il lineup dello Hanasaki ha dato davvero l'impressione di aver messo il sale sulla coda alla preda, sfruttando al meglio due situazioni di basi piene e nessun eliminato. 
Buon per lui, il coach dello Tsuruga ha avuto la brillante intuizione di avvicendare i suoi ragazzi sul mound, finché non è riuscito a trovarne uno col polso abbastanza fermo e la concentrazione sufficiente per portare a casa la partita. A proposito dei lanciatori dello Tsuruga: nell'incontro vittorioso col Tenri al primo turno il partente era stato Takahara, che oggi non era nemmeno in formazione (infortunio? affaticamento?). Oggi è toccato a Ōkubo, ottimo fino al settimo inning, poi leggermente affaticato. Quindi è stata la volta della breve parentesi di Gumisawa, che una settimana fa era stato impiegato con ottimi risultati alla stregua di un closer. Ma si è subito intuito che oggi non era la sua giornata: i 3 punti concessi troppo facilmente all'ottavo inning hanno consentito allo Hanasaki di portarsi ad una sola lunghezza dai grigio-rigati. E' stata quindi la volta del numero 18 Shirasaki, che ha tappato il buco con fatica, non senza concedere ai corridori avversari di riempire tutti i cuscini. Ma alla fine, con il sostegno di un'ottima difesa, il trafelato Shirasaki è riuscito a portare a casa la pagnotta. Il sospiro di sollievo è arrivato proprio contro l'asso Gomyō, che ha spedito l'ultima pallina lunghissima in campo aperto ma poi è stato intercettato dall'esterno centro Nishikiori. Il fumo dello Hanasaki creatosi con le situazioni vantaggiose nelle ultime due riprese (battute sbagliate con un basi piene e nessun eliminato, squeeze fallito con basi piene e un solo eliminato) si è presto diradato e ciò che è rimasto è stato solo il rammarico per una rimonta che sembrava davvero a portata di mano. 
Dispiaciuto ma non troppo il signor Iwai, il coach occhialuto dello Hanasaki: "Sotto di 6 punti i miei hanno cominciato finalmente a battere come gli ho insegnato e siamo arrivati ad un passo dalla rimonta clamorosa. C'è il rammarico per il risultato ma ai ragazzi non si può dire nulla. Perdere così, quando sembrava di avere in tasca la rimonta, fa davvero male, non lo nascondo. Loro sono partiti molto bene, molto concentrati, hanno fatto quello che volevamo fare fino alla sesta ripresa. Alla fine sono 2 punti di distacco che decidono la partita, noi potevamo farne anche 3 nell'ultima giocata, invece torniamo a casa con le pive nel sacco. Sono fiducioso, perché se i miei ragazzi giocheranno con lo spirito mostrato negli ultimi 4 inning, credo che li rincontrerete anche la prossima estate."

Ottavi di finale:
NICHIDAISAN (Tōkyō Ovest) 3
KŌYŌ (Wakayama) 1

Il Nichidaisan conferma il suo ruolo di favorita e piega la resistenza del sorprendente Kōyō, compagine invitata al Senbatsu all'ultimo momento. Onestamente mi sarei aspettato di più dagli slugger di Tōkyō, che durante la prima giornata avevano impressionato critica e pubblico seppellendo di punti il malcapitato lanciatore dello Yamagata Chūō (14 punti, diciannove valide di cui 11 lunghe). Invece, complice l'ottimo stato di forma del pitcher avversario Fujita, un piccoletto tutta grinta e palle slider, i battitori di uno dei tre lineup più potenti del torneo (gli altri due sono quelli del Chiben Wakayama e l'Ōsaka Tōin) sono rimasti imbrigliati dalle sue traiettorie interne che li ha limitati a tre miseri punticini. Inoltre lo scarto di soli due punti mantenuto fino alla fine ha fatto sì che la partita rimanesse relativamente incerta fino all'ultimo inning. 
Osservavo la tranquillità con cui il lanciatore mancino del Nichidaisan Sachiya Yamazaki affrontava gli avversari. Evidentemente il suo lineup gli infonde molta fiducia e soprattutto la garanzia di poter recuperare in tempi brevi il risultato. In altre parole pare che avesse quasi sempre la certezza di dover pagare il minimo indispensabile per eventuali errori sul mound. Una parentesi su questo ragazzo che considero umanamente eccezionale: figlio d'arte, proveniente da una famiglia devota al baseball (il padre ex professionista dei Giants negli anni Ottanta, il fratello maggiore titolare con il Seibō Gakuen di Saitama finalista del Senbatsu 2008), tre anni fa, mentre sta per iscriversi alle superiori, gli viene diagnosticato un sospetto tumore al cervello. Una questione di vita o di morte. Fortunatamente Sachiya, dopo sei ore sotto i ferri, riesce a superare l'operazione chirurgica e la successiva convalescenza. Quindi si iscrive al liceo e, grazie a dosi massicce di allenamenti supplementari per recuperare il terreno perduto, riesce non solo ad allinearsi coi compagni di squadra, ma addirittura a ritagliarsi il ruolo di lanciatore titolare in un team competitivo come il Nichidaisan. "Per essere felice mi basta giocare a baseball e spero che coloro che stanno soffrendo ciò che ho sofferto io possano vedermi giocare al Kōshien. Se ce l'ho fatta io, allora ce la potranno fare anche loro". Tanto di cappello. Con l'eliminazione del Kōyō di Wakayama termina l'avventura delle tre invitate di quest'anno. Comunque sia andata, Kadena a parte che ha ceduto di schianto senza nemmeno rendersene conto, se il livello di combattività dei cosiddetti team di sprovveduti è questo, allora a luglio si prospettano delle qualificazioni estive davvero scoppiettanti. E, nel caso specifico, dopo tre decenni trascorsi nel buio e nell'anonimato, anni di semplici trafiletti di giornale con riportato lo score e nulla più, la leggenda del Kōyō trionfatore ai Kōshien del 1939 e del 1940 (allora la scuola si chiamava Kaisō) potrebbe ricominciare proprio grazie a questi ragazzi. Ecco il programma completo degli ottavi di finale, incluse le due gare appena giocate:
28 marzo 2010
(11:30) Tsuruga Kehi - Hanasaki Tokuharu 7-5
(14:00) Nichidaisan - Kōyō 3-1
29 marzo 2010
(09:00) Kōryō - Miyazaki Kōgyō ★★
(11:30) Shinkō Gakuen - Chūkyōdai Chūkyō ★★★
(14:00) Kōnan - Chiben Wakayama ★★★★
30 marzo 2010
(09:00) Teikyō - Mie ★★★
(11:30) Ōsaka Tōin - Ōgaki Nichidai ★★★★
(14:00) Jiyūgaoka - Hokushō ★★★

Sempre grazie al semplice meccanismo con cui è organizzato il torneo, è già possibile accoppiare le due vincenti dei primi due ottavi di finale. Queste si affronteranno tra loro nella prima partita dei quarti in programma mercoledì prossimo, ultimo giorno di marzo, alle 8:30 del mattino.
31 marzo 2010 - quarti di finale
(08:30) Tsuruga Kehi- Nichidaisan ★★★





La nona giornata
Eccoci nel vivo degli ottavi di finale. Stavolta si è visto di che pasta sono fatti i grandi squadroni giunti a Nishinomiya. Come di consueto c'è stata pure la sorpresa, ridimensionata in parte dalla valenza di chi l'ha confezionata. Ma bando alle ciance e sotto con la cronaca!

Ottavi di finale:
KŌRYŌ (Hiroshima) 1x
MIYAZAKI KŌGYŌ (Miyazaki) 0

Presentata dai giornali sportivi come una "hakunetsu no toshusen", cioè "un'incandescente battaglia tra lanciatori", la sfida tra il Kōryō dell'imponente Kōhei Arihara e il Miyazaki Kōgyō del longilineo Tomohiro Hamada non ha tradito le attese e ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all'ultimo lancio dell'ultimo inning. La partita è stata un'autentica sfida tra due lanciatori che non hanno permesso ai lineup avversari di prendere il sopravvento nel box. Qualche sporadico tentativo di andare a punto si sarebbe anche materializzato, ma è stato facilmente tamponato dai due pitcher. Quindi i veri acuti della gara sono giunti poco prima dell'epilogo e hanno consegnato ai ragazzi di Hiroshima l'accesso ai quarti di finale. Una breve presentazione dei due protagonisti: Kōhei Arihara (187 cm x 90 kg, braccio potentissimo in grado di sparare dritte a 145 km/h), oltre alla potenza, può sfruttare i centimetri d'altezza per trovare angoli impossibili nella zona di strike. Nel primo incontro, vinto per il rotto della cuffia (7 a 6 contro il Ritsumeikan), Arihara ha sofferto parecchio la pressione del debutto, come lui stesso ha ammesso nelle interviste, affermando di non aver mai lanciato così male prima d'ora. Ma oggi s'è ampiamente rifatto. 
Mentre Tomohiro Hamada 184 cm x 64 kg, dritta a velocità discreta -130 km/h-, ma in compenso dotato di un'ampia varietà di slider, curve, change-up e two seam -presa con l'indice e il medio sulle cuciture della pallina-) è il classico lanciatore difficile da inquadrare, che ti costringe a spendere tempo e riprese prima di inquadrargli un timing di battuta soddisfacente. Se ne sono accorti i battitori del Maebashi Kōgyō, che una settimana fa sono rimasti completamente a bocca asciutta, riuscendo a scucirgli la miseria di due valide. Se sul mound il pronostico era dunque incertissimo, dal punto di vista del background tra i due licei c'è praticamente un abisso: il Miyazaki Kōgyō è al suo debutto assoluto nella manifestazione, mentre il Kōryō è uno degli squadroni storici che l'ha già vinta tre volte (1926, 1991, 2003) e, a detta dell'ambiente, quest'anno punta apertamente al poker. Come accennato sopra, il tabellone degli zeri è rimasto immacolato e l’equilibrio ha retto fino alla bassa del nono inning, con il Kōryō all'attacco. Quando tutti ormai attendevano gli extra-inning, la pressione e la stanchezza evidentemente hanno giocato qualche scherzo ad Hamada, che ha concesso due valide consecutive permettendo ai corridori di occupare minacciosamente la prima e la seconda. Un brutto campanello d’allarme che è riecheggiato subito dopo, quando Hamada ha regalato un'ennesima base per ball al quinto in battuta Mikoshiba (stesso nome del personaggio di "Rookies"), facendo avanzare il Kōryō su tutti i cuscini e senza nessun eliminato. Situazione a dir poco drammatica, anche se in cuor mio ho sperato in un ultimo lampo di Hamada prima dell’epilogo. Era una sfida troppo bella per concludersi in quel modo. Invece non c'è stato nemmeno il tempo per illudersi: la toccata successiva di Mita (fino ad allora a digiuno di valide nel torneo) ha permesso al corridore in terza di pestare il piatto e con un sayonara kachi ha messo definitivamente fine a questa indimenticabile battaglia tra lanciatori. Arihara oggi ha dato l'impressione di essersi liberato di un bel peso, cioè quel blocco da debutto che l'aveva letteralmente frenato una settimana fa. Un paio di urli per caricarsi nei momenti topici, poi le sue indubbie capacità hanno fatto il resto. Ora il Senbatsu ha riacquistato un altro protagonista.

Ottavi di finale:
CHUKYŌDAI CHUKYŌ (Aichi) 2
SHINKŌ GAKUEN (Hyōgo) 1

Fate largo che passano i campioni! Il Chūkyōdai Chūkyō di Aichi ottiene un'altra vittoria di misura e avanza ai quarti di finale. Ora si trova a soli tre passi dalla fantastica doppietta Estate-Primavera, ma alla prossima fermata troverà il Kōryō di Hiroshima, scuola anch'essa dal pedigree illustre e soprattutto affamata di vittorie. La giornata si era aperta preannunciando un grande equilibrio: punteggi bassi, gare tirate fino in fondo e differenza spesso fatta da una valida o da una giocata difensiva. Ma volendo dare ascolto alle sensazioni della vigilia, l'attacco discreto ma nulla più dello Shinkō Gakuen non poteva sperare di impensierire il lanciatore ammirato nella partita contro il Moriokadai Fuzoku. Stavolta il coach dei campioni d'estate ci ha pensato due volte prima di avvicendare il suo asso sul monte di lancio e così Morimoto ha potuto portare a termine la sua prestazione vittoriosa contro i padroni di casa. Il punteggio, striminzito in tutti i sensi, indica come anche questo sia stato un incontro giocato sulla guerra di nervi tra pitcher. Per i ragazzi di Kobe l'unico rammarico è stato quello di non aver sfruttato a dovere una situazione favorevole alla sesta ripresa quando, a seguito di un calo di prestazione del lanciatore avversario, avevano guadagnato seconda e terza base senza pagare eliminati. Il destino gli aveva riservato solo quella chance, ma loro non sono riusciti ad afferrarla. Ironia della sorte, gli avversari hanno incamerato il punto della vittoria proprio nell'inning successivo e quindi hanno gestito il vantaggio abbastanza agevolmente fino al suono della sirena.

Ottavi di finale:
KŌNAN (Okinawa) 7
CHIBEN WAKAYAMA (Wakayama) 2

La partita che non ti aspetti! Mai come stavolta tutti, ma proprio tutti i miei pronostici sono stati stravolti da ciò che è successo realmente sul diamante. Andiamo per ordine: uno pensa al Chiben Wakayama e la prima cosa che viene in mente è la rinomata potenza del suo lineup. E invece che succede? Succede che il terza base del Kōnan Ganeko azzecca una sequenza di 5 valide nei suoi 5 turni di battuta, i quali, sommati ai 3 dell'incontro precedente, lo portano a toccare quota 8 turni consecutivi! Si tratta dell'ottavo battitore nella storia del Kōshien che raggiunge questo traguardo. L'ultimo era stato Hiramoto dell'Hōtoku Gakuen, che ci riuscì nell'edizione precedente. Per non parlare del resto del lineup di Okinawa, che tocca quota 13 valide complessive e corona la sua roboante prestazione all'ottavo inning con la classica ciliegina sulla torta. Si tratta di un magnifico fuoricampo centrale da 2 punti del prima base e quarto battitore Maehira che spegne definitivamente le speranze di rimonta degli avversari. Proseguiamo coi battitori: uno guarda il quarto in battuta del Chiben, il colosso Yamamoto (180 cm x 89 kg), lo slugger del team degli slugger, e mai potrebbe pensare che debba subire l'onta di 5 strikeout di fila dal lanciatore avversario! Invece è proprio quello che è successo oggi, col gigante sempre a caccia di mosche e puntualmente ricacciato in panchina. 
Infine i lanciatori: oggi il Chiben ne ha alternati ben quattro (Yoshimoto, Fujii, Miyakawa, Uenoyama) senza che nessuno di questi trovasse il bandolo della matassa. Le valide complessive concesse al Kōnan, come già detto, saranno 13. Mentre dall'altra parte va sottolineata la fantastica prestazione di colui che doveva essere la vittima sacrificale delle mazze biancorosse: Yōsuke Shimabukuro, mancino soprannominato "sinistro tornado", 174 cm x 69 kg, una dritta sparata a 145 orari, ha condotto fino alla fine il match senza grossi traumi, concedendo sì 10 valide all'avversario, ma altresì inchiodandoli undici volte al piatto per strikeout. Degna di un manga l'ultima sfida al piatto quando, con un corridore in prima, si presenta di nuovo Yamamoto, ansioso di rifarsi dei quattro rospi ingoiati nei turni precedenti di battuta. Ma oggi contro questo Shimabukuro non c'era nulla da fare. La partita si è chiusa con l'ennesimo giro di mazza a vuoto e poi tutti allineati ad ascoltare l'inno di Okinawa. Oggi più che i battitori, sono stati i lanciatori a fare la differenza, così com'era successo nei due incontri precedenti. Evidentemente era una giornata dedicata al mound. 
Va sottolineato che il Chiben Wakayama ha avuto le sue buone occasioni per segnare, a riprova del numero cospicuo di valide ottenute. Si è pure trovato per due volte in vantaggio durante il match, ma alla fine i biancorossi si sono inceppati proprio su quei fondamentali della battuta (le smorzate) dove in teoria non avrebbero dovuto fallire. La materia prima c'è, bisogna solamente levigarla. E questo coach Takashima lo sa bene, a giudicare dal sorriso con cui ha accolto i suoi dopo il suono della sirena di fine incontro. Da qui a luglio i ragazzi avranno tutto il tempo per riconsiderare gli errori commessi e ad agosto chissà che non riescano a regalare al loro mitico allenatore la sua sessantesima vittoria al Kōshien. Mentre il Kōnan ha superato la prova del fuoco e ora non potrà più nascondersi. Chissà che ad aprile i ragazzi di Naha non riescano a riportare a casa quel vessillo porpora bissando il trionfo dell'Okinawa Shōgaku di due anni fa. Per concludere, secondo me, per giocare così bene questi a Okinawa si sono allenati coi marines della base americana. Come si suol dire, non tutto il male viene per nuocere. Ecco l'aggiornamento degli ottavi di finale che si giocheranno tutti nella stessa giornata. Come di consueto, l'ultimo incontro dovrebbe terminare a ridosso della notturna e quindi verranno accesi i grandi nighter del Kōshien. D'ora in poi si giocherà praticamente ogni giorno, senza nessuna pausa tra quarti, semifinali e finale. Quindi diverrà fondamentale la condizione dei lanciatori titolari.
31 marzo 2010 - quarti di finale
(08:30) Tsuruga Kehi- Nichidaisan ★★★
(11:00) Kōryō - Chūkyōdai Chūkyō ★★★
(13:30) Kōnan - ???
(16:30) ??? - ???



La decima giornata
Oggi grandi emozioni e come di consueto degli incontri incerti fino all'ultimo. In uno, in particolare, l'ago della bilancia ha tentennato fino all'ultimo, oscillando prima a destra e poi a sinistra (ogni riferimento politico è puramente casuale). Alla fine si è spostato con un movimento impercettibile da una parte, ma purtroppo non era quella che avrei desiderato. La cosa mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca, ma pazienza.

Ottavi di finale:
TEIKYŌ (Tōkyō Est) 3x
MIEKŌ (Mie) 2

Dopo il tonfo di ieri del Chiben Wakayama perché non provare a spingerne un altro di grosso giù dall'Olimpo del baseball giovanile? No, grazie! Gli dei in questione, che oggi vestivano la casacca rigata del Teikyō, stavolta si sono ribellati al destino che li vedeva soccombere per un punto a pochi lanci dalla fine e non sono affatto caduti. Nono inning, liceo Mie in vantaggio per 2 a 1 e, nonostante le otto valide concesse, ottima prestazione del lanciatore Masuda. Si arriva al clou: il Teikyō all'attacco, due eliminati e un corridore spinto in terza con molta, molta fatica. Ultimo battitore che equivale anche all'ultima chance. Ed ecco la tanto attesa valida di Taguchi che ha rimesso il suo team in carreggiata, permettendo ai ragazzi di Tōkyō di raggiungere il sospirato momentaneo pareggio. Da quel momento in poi la paura si è impossessata dell'altra panchina. Succede sempre così: sei ad un passo dalla vittoria ma proprio in quell'istante si inceppa qualcosa. Perdi l'occasione di chiudere e ti ritrovi le unghie dell'avversario sul collo. Le sensazioni positive che ti hanno accompagnato fino a quel momento mutano colore e un sacco di pensieri negativi cominciano ad insinuarsi nella mente, martellandoti senza pausa. Con tutta probabilità lo stato mentale con cui il Mie ha affrontato l'extra-inning. La decima alta col Mie in attacco, praticamente non ha avuto storia. Tre eliminati facili facili e l'ombra aleggiante di un sayonara kachi a quel punto raggiungeva livelli esponenziali. 
Il film della decima bassa si commenta da solo. I protagonisti: da una parte l'impaurito Masuda, dall'altra i battitori rinfrancati dei rigati. Ecco i risultati della successione al piatto: hit, base per ball, ancora hit e situazione di basi piene senza nessun eliminato. Il Teikyō non si fa sfuggire la ghiotta occasione e grazie alla successiva valida di Sonoda (per lui oggi 4 battute positive su 5 turni al box) archivia l'incontro che pochi minuti prima l'aveva visto ad un passo dal baratro. Il Teikyō (il nome sta per "scuola superiore della capitale imperiale") torna a respirare l'aria dei quarti di finale dopo tre anni di assenza e lo fa affidandosi nuovamente al suo giovane prodigio Takurō Itō. Se la forza fisica e mentale del lineup non è più una novità, la bella sorpresa sta proprio nell'esplosione di Itō, che finalmente riesce a esaltarsi non solo attraverso le sue qualità tecniche, quelle che nessuno ha mai messo in discussione, ma anche dimostrando un carisma e una continuità straordinari. La sua crescita è decisiva per il futuro di questa squadra che, con l'aggiunta degli altri due lanciatori col fosforo (Suzuki e Yamazaki), mette in vetrina un roster davvero invidiabile. Oggi niente turn-over sul mound, ma con tutta probabilità lo si vedrà più avanti, visto che d'ora in poi i ritmi si faranno incalzanti e spariranno le giornate di riposo. Nel quarto di domani contro il Kōnan di Okinawa i rigati partiranno ancora da favoriti. Questo perché sotto la pressione la squadra di Tōkyō ha recitato la parte della vera ambiziosa: battute efficaci, organizzazione e quella dose giusta di presunzione per riuscire a essere concreta quando conta. In aggiunta a tutto questo, un altro aspetto fondamentale nel baseball, cioè reggere psicologicamente alla situazione disperata che spesso si crea nell'ultimo inning. Per poi ribaltarla a proprio favore, senza permettere agli avversari di riciclare le loro speranze. Da queste parti sperano di bissare il successo della primavera 1992, magari dopo una finale tutta metropolitana contro i rivali del Nichidaisan.

Ottavi di finale:
ŌGAKI NICHIDAI (Gifu) 6
ŌSAKA TŌIN (Ōsaka) 2

Il secondo match della giornata proponeva lo scontro tra due squadre di rango assoluto: da una parte l'Ōsaka Tōin, le cui mazze potenti si erano sbarazzate al primo turno senza tanti problemi del Tōkaidai Bōyō, rifilandogli nove punti. Dall'altra l'Ōgaki Nichidai di Gifu, campione del Tōkai e successivamente trionfatore al prestigioso Meiji Jingū Taikai, il torneo dei campioni interregionali di novembre. L'incontro clou di oggi non ha tradito le attese della vigilia ed è stato giocato al cospetto di spalti gremiti, in un clima di grande entusiasmo e di palpabile eccitazione. Sospinti sul monte da un ottimo Kassai, giunto così al secondo successo personale nel torneo, i campioni del Tōkai hanno avuto il grosso merito di pungere in attacco con continuità, mettendo a segno almeno cinque punti in sei riprese, praticamente uno per inning, e ipotecando di fatto la vittoria ben prima della conclusione effettiva del match. L'Ōgaki ha sfruttato a pieno tutte le occasioni create durante l'ora e mezza di gioco senza sbagliare quasi nulla in attacco. Ciliegina sulla torta, i due fuoricampo al quarto di Tokimoto e al sesto di Andō, che hanno portato in saccoccia tre punti. Il terzo fuoricampo dell'incontro, un solo homerun, l'ha realizzato Yamanaka dell'Ōsaka Tōin, all'ottava, sul punteggio di 5 a 0 per gli avversari. Troppo poco proficuo e soprattutto un po' tardivo per sperare in un eventuale recupero. L'Ōgaki Nichidai visto oggi è una squadra completamente diversa da quella incerta che sabato scorso aveva rischiato grosso al debutto contro la cenerentola Kawashima (vittoria sudatissima per 3-2 all'extra inning). Evidentemente l'aria delle grandi sfide fa bene a questi ragazzi e ormai adesso è ufficiale: dopo tre anni di purgatorio (cioè quelli trascorsi dalla drammatica finale del 2007, persa per 6 a 5 contro il Tokoha Kikugawa), i ragazzi di Gifu sfondano la porta degli ottavi e tornano a giocarsi qualcosa di importante al Kōshien. Per concludere un dato statistico curioso: il Kansai, la regione che ospita il Senbatsu e che allineava ben sette squadre ai nastri di partenza (quasi un quarto del totale), tra le quali almeno tre squadroni, ha perso tutte le sue rappresentanti prima dei quarti.

Ottavi di finale:
HOKUSHŌ (Hokkaidō) 5
JIYUGAOKA (Fukuoka) 4

L'incontro che attendevo con più impazienza è stato un concentrato di emozioni e di bel gioco, un autentico braccio di ferro tra due team smaniosi di emergere, un botta e risposta continuo che si è esaurito solo con l'ultimo lancio. Leggermente diverse le motivazioni della vigilia delle parti in gioco: per l’una, il Jiyūgaoka, si trattava di un piacevolissimo debutto agli ottavi dopo anni di anonimato, quindi un'occasione imperdibile da sfruttare per costruirsi una storia. Per l’altra, lo Hokushō, rappresentava invece l’occasione ideale per una rivincita su un destino beffardo, materializzatosi nel 1998 e proseguito nel 2000, che l'aveva sempre condannata ad essere sconfitta al secondo turno di questo torneo. Una nota di colore aggiuntiva era rappresentata dal fatto che si affrontavano due scuole locate alle estremità dell'arcipelago, una proveniente dal freddo Hokkaidō, l'altra giunta dal caldo Kyūshū e la sfida avveniva a Nishinomiya, cioè idealmente a metà strada. Incontro in equilibrio fino al settimo, poi lo Hokushō in grande vena accelera e stordisce l'avversario con un perentorio 3-0. Sembra un margine rassicurante. Il Jiyūgaoka accusa il colpo, vacilla, tuttavia non si perde d'animo e cerca di ragionare. Ed ecco, immediata, la reazione. La parte bassa del settimo è un concentrato di emozioni e vede gradatamente lo Hokushō lasciare spazio alla rimonta degli avversari che pareggiano i conti. Gli interni si radunano in circolo intorno al lanciatore e prendono un grande respiro per cercare di allontanare la tensione. 
Dall'altra parte, invece, l'adrenalina sale, ma la reazione viene contenuta a quei 3 punti. Concesso il pareggio ma scampato il pericolo di un pericolosissimo sorpasso in dirittura, lo Hokushō controlla l'ottava ripresa e all'ultimo attacco riprende a martellare il lanciatore Ōno. L'assalto finale concretizza altri due punti. Piuttosto sprecone l’attacco del Jiyūgaoka il quale, oltre a rendersi protagonista di un paio di battute punite con altrettanti doppi giochi a due basi occupate, non ha sfruttato fino in fondo il momento topico alla settima ripresa che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della gara. Per giunta ha avuto pure il demerito di svegliarsi troppo tardi al nono, con un tentativo di rimonta abbozzato soltanto dai due eliminati in poi. A spezzare le speranze mie e loro, riaccese dopo la valida illusoria del capitano Nakamura, è stato lo strike out sul battitore designato Arita, appena entrato per tentare di pescare il jolly vincente. Lo Hokushō ha buttato in campo il cuore ed è riuscito finalmente a sfatare la maledizione degli ottavi. L'unica nota stonata è stato il leggero infortunio del suo gioiellino Matano, occorso durante un tentativo di rubata, che ha fatto interrompere il match per una decina di minuti circa. La scivolata gli ha procurato l'indolenzimento di alcune dita della mano destra, quella con cui impugna la pallina, e buon per lui che oggi il rilievo Chiba, sebbene finora troppo trascurato, si sia fatto valere sul mound. Ecco il quadro completo degli ottavi di finale che si giocheranno tutti domani:
31 marzo 2010 - quarti di finale
(08:30) Tsuruga Kehi- Nichidaisan ★★★
(11:00) Kōryō - Chūkyōdai Chūkyō ★★★★
(13:30) Kōnan - Teikyō ★★★★
(16:30) Ōgaki Nichidai - Hokushō ★★★



L'undicesima giornata
La giornata si è aperta sotto un cielo uggioso che minacciava pioggia. Ma stavolta i nuvoloni hanno risparmiato i ventimila spettatori giunti a Nishinomiya, che hanno potuto così gustarsi un'abbuffata di baseball iniziata alle 8:30 del mattino e conclusa solamente nel tardo pomeriggio, alle 18:30, sotto la luce degli imponenti nighter del Kōshien.

Quarti di finale:
NICHIDAISAN (Tōkyō Ovest) 10
TSURUGA KEHI (Fukui) 0

Volendo fare le pulci ai precedenti incontri del Nichidaisan, qualcuno avrebbe potuto obiettare sulla reale consistenza degli avversari battuti. In effetti, al sorteggio benevolo di febbraio, che aveva portato in dote ai ragazzi di Tōkyō il modesto Yamagata Chūō, invitato dell'ultima ora e sconfitto pesantemente per 14 a 4, si era aggiunto un ulteriore regalo con la sconfitta al primo turno del quotato Kaisei (in teoria l'avversario del secondo turno) da parte di un'altra debuttante, il Kōyō di Wakayama. Superata abbastanza agevolmente pure la pratica Kōyō, per il Nichidaisan di Yamazaki e compagni quello di oggi era considerato dagli esperti come il primo vero banco di prova di questa edizione del Senbatsu. Da parte sua, lo Tsuruga Kehi, tutt'altro che una squadra di sprovveduti, cercava un'altra vittima illustre dopo essersi sbarazzata di due teste di serie"come il Tenri di Nara e lo Hanasaki Tokuharu di Saitama. Probabilmente punto nell'orgoglio dalle insinuazioni nemmeno troppo velate della vigilia, il Nichidaisan si è reso protagonista di una prestazione da incorniciare, seppellendo di valide, extra base e punti, una squadra che fino a quel momento aveva inchiodato fior di avversari. 
L'attacco metropolitano ha messo in grave difficoltà un roster di lanciatori (Ōkubo, Shirazaki, Gumisawa) che fino ad allora aveva fatto dell'alternanza la sua chiave vincente. Il Nichidaisan ha chiuso poi il match anzitempo dopo solo 6 inning, mettendo in cascina la bellezza di 9 punti. Alla fine le valide saranno 13, tra cui spiccano due tripli e tre doppi. In una normale competizione sarebbe stata decretata la manifesta superiorità, ma al Kōshien non è contemplata l'interruzione prima del completamento naturale dei 9 inning (ricordo di aver letto persino di un penoso 18 a 0 di parecchi anni fa). Dall'altra parte uno Tsuruga Kehi sempre impotente, ha subito l'onta del cappotto da un immenso Yamazaki che ha tenuto il monte per nove riprese filate e si è preso pure il lusso di battere il punto a casa che ha arrotondato il punteggio a dieci punti di scarto. Oggi la squadra di Fukui si è trovata di fronte un lineup forte ed impietoso, dovendo alzare bandiera bianca nel corso di due big inning da 4 e da 3 punti (il terzo e il sesto), durante i quali Ogiwara e Yokoo, i più convincenti, hanno piazzato un triplo in entrambe le circostanze in cui si sono trovati al box di battuta. Chi si aspettava un risultato a sorpresa o perlomeno un incontro più sofferto è rimasto deluso, perché oggi è successo l’opposto, col Nichidai che ha letteralmente passeggiato sull'avversario. Un risultato di questo tipo non necessita di molti altri commenti. 

Quarti di finale:
KŌRYŌ (Hiroshima) 5
CHUKYŌDAI CHUKYŌ (Aichi) 1

La seconda gara della giornata era stata presentata come l'ennesima sfida caliente fra due ottimi lanciatori: i detentori del titolo estivo del Chūkyōdai Chūkyō schieravano il loro asso Junpei Morimoto, mentre i biancorossi del Kōryō si affidavano al braccio armato di Kōhei Arihara. Entrambi i ragazzi, dopo aver sofferto qualcosa al debutto, negli ottavi di finale avevano condotto i rispettivi team con l'autorevolezza dei veri campioni. In definitiva, due scuole blasonate guidate da due lanciatori di grande qualità e molte attese per una sfida affascinante in tipico clima Kōshien. Pronti, via! Il suono della sirena di inizio match coincide pure con l'inizio dell'incubo per Morimoto e bastano un paio di lanci per dare il primo scossone all'incontro. Una serie di tre valide consecutive, precedute da una base concessa per ball, fruttano al Kōryō la bellezza di tre punti. Il disastroso inizio dei campioni, alle prese con inediti problemi a livello difensivo e sul monte di lancio, dava quindi il via libera alla fuga imprevista del Kōryō, in una gara che fino alla fine è sembrata assolutamente nelle corde dei ragazzi di Hiroshima. Dopo l'exploit del primo inning, il Kōryō aggiungeva ulteriori punti alla settima e all'ottava, portando a cinque le lunghezze di vantaggio nei confronti dell'avversario. E' stato allora che il telecronista ha pronunciato la tipica frase spezza gambe che si dice in queste occasioni: "Kōryō no senaka wa tooi", cioè pressappoco "la schiena del Kōryō si è fatta lontana". A quel punto il coach del Chūkyōdai ha pensato bene di sostituire Morimoto (12 valide subite), che è passato in terza base, e di dare spazio al giovane Asano, per fargli assaggiare l'atmosfera del Kōshien in vista di un eventuale prossimo ritorno. Dall'altra parte spazio anche per il giovane Isomura, che subentra all'asso Arihara con il bonus di un eliminato. Il rilievo riesce a chiudere con qualche difficoltà, non prima di aver concesso al Chūkyōdai il punto della consolazione. 
La sfida sul mound è stata dunque vinta da Arihara, che ottiene il suo secondo cappotto (sebbene incompleto) e spinge con autorevolezza la sua scuola ai best four. Il Kōryō, liceo ultracentenario (è stato fondato nel 1896), quest'anno spera di ripetere i fasti della magica annata 2003, quando i loro sempai trionfarono al Senbatsu e martellarono Yokohama nella finale, strapazzandola con 20 valide che fruttarono ben 15 punti. Per sottolineare le prodezze di quel devastante lineup biancorosso, va detto che quell'anno nel liceo Yokohama militavano due lanciatori che in seguito avrebbero fatto parecchia strada: uno è Hideaki Wakui dei Seibu Lions (nel roster campione del mondo nell'ultimo World Baseball Classic 2009), l'altro è Yoshihisa Naruse dei Chiba Lotte Marines, entrambi oro a Pechino con l'olimpica giapponese nel 2008.

Quarti di finale:
KŌNAN (Okinawa) 5
TEIKYŌ (Tōkyō Est) 0

Come preannunciato ieri, in vista di un eventuale approdo alle semifinali dei suoi, coach Mitsuo Maeda del Teikyō, (record di cinquanta vittorie al Kōshien coi rigati) ha deciso per il turn over sul monte di lancio. Quindi niente sfida stellare tra Yōsuke Shimabukuro e il secondo anno Takurō Itō, con quest'ultimo tuttavia pronto a salire sul mound in caso di pinch del partente, il suo sempai Shōta Suzuki. La sfida stellare riguardava pure i rispettivi lineup, con 23 valide a testa ottenute nei due incontri precedenti. La partita inizia ristagnando subito in una fase di reciproco studio. E allora, dopo qualche scaramuccia nei primi due inning, ci pensa lui, capitan Ganeko, sempre più implacabile al box, a battere il primo punto a casa per il Kōnan con una timely hit a destra. Isolani in vantaggio per 1 a 0 e la partita che ripiomba in una fase di stallo, complice il buonissimo lavoro delle difese. Sempre in questa fase centrale grande è stato ancora una volta l'asso di Okinawa Shimabukuro, che ha alternato con efficacia fast ball e change up riducendo al minimo l'impatto devastante dell’attacco avversario, già probabilmente uno dei migliori del lotto delle scuole di Tōkyō l'anno scorso, e quest'anno addirittura rafforzato. Qualche preoccupazione durante l'attacco dei rigati al quinto, a causa di due dead ball che generavano una situazione di manrui (tutti i cuscini occupati), ma la difesa salvava il suo pitcher prima con due ottime assistenze e poi con una presa al volo su una volata profonda a destra. L'incontro va in archivio tra la sesta e la settima ripresa. Un eliminato, corridori agli angoli e il quinto battitore Maehira che si presenta al box. Con una chiamata ormai classica del suo repertorio, il coach del Kōnan Gakiya opta per uno squeeze play. Il bunt smorzato del quarto battitore è perfetto e impedisce alla pur attenta batteria del Teikyō di organizzare una difesa che non sia l'eliminazione in prima base. Punteggio ora di 2 a 0. 
Identica situazione nella ripresa successiva, col Teikyō che elimina due corridori ma non impedisce agli avversari di occupare gli angoli. Forse pensando di aver già risolto la faccenda, Suzuki si rilassa e concede due hit and run a Kuniyoshi e al solito Ganeko, che portano altri due punti fondamentali nel carniere. Nel frattempo cambio sul monte di lancio dei rigati, con l'esordio di Yasuaki Yamazaki, il terzo lanciatore prodigio del terzetto stellare (che oggi ha brillato ad intermittenza.) del Teikyō, mentre un demoralizzato Suzuki occupa la posizione di esterno destro. Il Kōnan approfitta della situazione e con una serie di rubate intelligenti fa avanzare ancora i suoi corridori e alla fine riesce a rosicchiare un altro punto. Ora lo score indica un perentorio 5 a 0! Shimabukuro si difende egregiamente sull'ultimo attacco, contiene il lineup avversario a cinque valide complessive ed ottiene uno splendido cappotto! Coach Gakiya nell'intervista del dopo gara ha dichiarato: "Sono davvero stupefatto dal comportamento dei miei ragazzi. Non si sono mai rilassati e soprattutto non si sono mai rassegnati, nemmeno quando il count li penalizzava con due eliminati. Mi sento come se avessimo scalato due grossi monti (Chiben e Teikyō) e fossimo arrivati a scorgere la vetta della grande montagna." In conclusione, svanisce la possibilità di un derby metropolitano e il vento caldo di Okinawa soffia sempre più da protagonista sul cielo di questo Senbatsu!

Quarti di finale:
ŌGAKI NICHIDAI (Gifu) 10
HOKUSHŌ (Hokkaidō) 1

L'interrogativo della vigilia che circolava tra gli addetti ai lavori prima dell'ultimo match della giornata, iniziato alle 16:30, era uno soltanto: l'asso Tomoya Matano dello Hokushō avrebbe metabolizzato l'incidente al pollice della mano destra occorsogli ieri dopo quella scomposta scivolata in prima base? La risposta subito nel primo inning, con il lanciatore che prendeva regolarmente posto sul mound: l'amato slider sparato già dal primo lancio e un successivo elegante fielding con assistenza in prima fugavano qualche dubbio sulla condizione della sua mano, ma non li dissipavano del tutto. Infatti, qualche lancio dopo, è arrivata una base per ball concessa troppo facilmente, seguita da una valida che ha consentito all'Ōgaki Nichidai di portarsi subito in vantaggio. Altre due basi per ball e una valida a destra di Nagaoka hanno portato a tre i punti in saccoccia dei campioni di Gifu. A quel punto il coach Kawakami si è trovato costretto a cambiare il suo gioello con Tatsuki Chiba, la riserva che ieri si era comportata egregiamente e aveva chiuso la tiratissima contesa contro il Jiyūgaoka. E' terminata così la partita dello sfortunato Matano ed è cominciato l'incubo del povero Chiba, la cui palla curva è stata subito inquadrata e toccata senza pietà dai battitori avversari. Andando a rileggere cosa avevo scritto domenica 28 marzo dopo il debutto dello Hokushō: "Come previsto lo Hokushō ha deciso di puntare tutto su questo gioiellino (Matano) che potrebbe regalargli più di una soddisfazione. A patto che non abbia cedimenti, perché una volta caduto lui, il crollo della squadra sarebbe quasi automatico." Per una volta ho visto giusto, anche se non ci voleva poi tanto ad intuirlo. Da quel momento in poi la partita si è trasformata in una sorta di allenamento per i battitori dell'Ōgaki che hanno scaldato le mazze sperimentando alcune giocate in attesa del big match di domani. Dieci punti incamerati in scioltezza nei primi 3 inning, qualche riserva in campo e la soddisfazione di un punticino anche per la compagine di Hokkaidō. 
Ora i ragazzi di coach Sakaguchi, il quale festeggia 38 anni di carriera da allenatore, con queste tre vittorie abbastanza convincenti, guardano al futuro con ottimismo, sulle ali di quel vento favorevole che li spinti sempre in finale nelle competizioni a cui hanno partecipato dallo scorso autunno (nell'ordine qualificazioni di Gifu, blocco del Tōkai e Meiji Jingū Taikai). Dimostrano di essere una squadra tutto altro che leggera al box di battuta, pur permettendosi di schierare nel lineup cinque elementi del secondo anno. Stanno recuperando quei meccanismi difensivi che sembravano smarriti nella gara del debutto contro il Kawashima. Infine si affidano ad un pitcher di grande efficacia, confidando in una sua progressiva crescita da qui a mercoledì. Il lanciatore titolare Kassai, reduce dalla battaglia contro il Tōin Ōsaka, oggi è stato ben sostituito dalla riserva Achira e ha potuto trascorrere una giornata di completo riposo. 
Il tutto in attesa della grande battaglia contro le mazze del Kōnan guidate da Ganeko, uno scontro che aggiungerà altro sale alla sfida personale di Kassai contro l'altro asso Shimabukuro. Ecco il quadro delle semifinali che si giocheranno domani:
01 aprile 2010 - semifinali
(11:00) Nichidaisan - Kōryō ★★★★
(13:30) Kōnan - Ōgaki Nichidai ★★★★





La dodicesima giornata
La giornata è cominciata nel modo peggiore: la pioggia che si è abbattuta da ieri pomeriggio sul Kansai e non solo, ha tenuto lontani parecchi spettatori. Il Kōshien stamane presentava grandi vuoti, fatta eccezione delle zone riservate alle tifoserie delle scuole in campo. Evidentemente i vari teruterubōzu (i pupazzetti bianchi somiglianti a dei fantasmi che si dice scongiurino la pioggia) rispolverati dopo una settimana di pausa erano troppo pochi. Ne avevo appeso uno pure io, virtualmente, alla fine del post di ieri, ma nemmeno lui ha fatto il suo dovere. Per fortuna stamattina ancora nessun acquazzone, pioggia accettabile e squadre in campo in cerca di staccare il biglietto per la finale di primavera.

Semifinale:
NICHIDAISAN (Tōkyō Ovest) 14
KŌRYŌ (Hiroshima) 9

Due giovani pitcher dalla curve ingannevoli. I magnifici partenti, Kōhei Arihara del Kōryō e Sachiya Yamazaki del Nichidaisan, non avevano solo la velocità come risorsa principale (145 km/h il primo, 140 km/h il secondo) e oggi potevano aggrapparsi al mestiere, agli effetti delle loro palline e al lavoro delle rispettive difese, per dare vita ad un altro spettacolare duello. Un duello c'è stato, ma non secondo le modalità previste dalla vigilia. Cercava il secondo cappotto consecutivo Yamazaki, dopo quello schiacciante contro lo Tsuruga Kehi di ieri (10 a 0) E lo cercava pure Arihara, dopo quello ottenuto negli ottavi contro il Miyazaki Kōgyō (1 a 0). L'obiettivo del primo sfuma quasi subito: 2 hit concesse e una base per ball, per una situazione di basi piene senza eliminati apparsa quasi drammatica. Yamazaki ci metteva del suo lanciando un inopportuno wild pitch che regalava al Kōryō due comodissimi punti. Punteggio di 2 a 0. Crisi prematura? Partita in salita? Niente affatto, perché nella parte bassa della prima il Nichidaisan, nervi saldi e mazze pronte, restituiva prontamente il favore agli avversari, toccando Arihara con due timely hit che riportavano il risultato in parità. Ed ecco sfumato il cappotto anche per il gigante di Hiroshima. La partita si è subito infiammata: braccio di ferro tra i due lineup, botta e risposta e due score per parte. 
Ma l'attacco dei metropolitani non demorde, continua a premere sull'acceleratore e addirittura riesce a ribaltare il risultato. Bassa del terzo, il secondo in battuta Ogihara tocca durissimo con un homerun al centro e ora il Nichidaisan passa a condurre per 3 a 2. Il power pitcher Arihara vacilla. Grande pressione, basi piene, un solo eliminato. Ma la difesa di Hiroshima tiene botta e riesce ad uscire indenne da una situazione caldissima. Da incorniciare la presa in tuffo dell'interbase Toyota, che prima tocca il corridore diretto in seconda e poi assiste in prima. Una giocata magnifica che cancella i danni psicologici fatti dal fuoricampo. Nel quinto inning la mossa che non ti aspetti: coach Kokura del Nichidaisan da il via al valzer dei pitchers, sostituendo Yamazaki con il rilievo Kumazaka. Il partente Yamazaki passa dunque a difendere la prima base e Kumazaka comincia come peggio non potrebbe la sua brevissima avventura, concedendo ai corridori di avanzare in seconda e terza base. Il coach fiuta subito il pericolo e lo cambia prontamente con il secondo rilievo Yoshinaga, che riesce a chiudere la ripresa senza regalare punti. Sesta ripresa, parte alta, Kōryō in attacco: situazione bollente per Yoshinaga, che si trova a dover difendere l'ennesimo basi piene. Toyota stavolta non fallisce e con una valida a destra permette alla sua scuola di ribaltare il punteggio e portarsi in vantaggio per 4 a 3. Le telecamere continuano ad inquadrare il lanciatore Yamazaki in prima base e i telecronisti si interrogano ancora sul suo misterioso cambio di prima. Svolta del match? No, non ci siamo ancora, perché nella parte bassa dello stesso inning il Nichidaisan con grande caparbietà riagguanta il pareggio. La settima si apre in modo scoppiettante: basta un lancio incerto di Yoshinaga e Maruko al box si ricorda di essere lo slugger del Kōryō, indovinando uno splendido solo homerun che consente ai suoi di rimettere la testa davanti! Yoshinaga va in crisi ed è il turno di Yoshizawa, che diventa il quarto lanciatore a salire sul monte per il Nichidaisan. La riserva di emozioni di questa partita pare inesauribile. Ottavo inning col Nichidaisan in attacco. Arihara permette ai corridori di occupare due basi, poi ci pensa Yamazaki, riciclatosi inesorabile battitore, a procurare il punto del pareggio. Ma non è finita qui! Stavolta i ragazzi di Tōkyō fiutano la svolta e martellano Arihara con una serie di clean hit e smorzate che mandano letteralmente in crisi la difesa avversaria. La difesa del Kōryō ci mette del suo, con un paio di assistenze sbagliate in prima. Valide in successione di Negishi (battitore designato), Shimizu, Kobayashi, Ogihara e Yokoo, big inning parziale da 4 punti e vantaggio di 8 a 5! Basi piene, ancora un eliminato. 
E' la fine dell'avventura di Arihara al Senbatsu. Entra il rilievo Ueno, numero 10 sulla schiena, e si trova di fronte proprio Yamazaki, colui che con la sua valida ha dato il via alla grande rimonta nella stessa ripresa. Quel big inning sta per trasformarsi in huge inning. Altra hit a destra del lanciatore dalla mazza caldissima (oggi 4 valide su 5 turni in battuta) e undicesimo punto per il Nichidaisan. Il bombardamento non si ferma qui. Altra valida di Yoshizawa e punteggio di 12 a 5, con il Kōryō che non riesce a scrollarsi di dosso la costante situazione di basi piene. Segue un'altra valida di Azegami, che batte due punti a casa, e ora siamo 14 a 5. Finisce l'incubo di Ueno e sul mound sale il terzo del Kōryō, Kawasaki, che finalmente ferma quello che stava diventando un autentico massacro. La partita finisce qui. Resta solo il tempo per ultimo attacco disperato che frutta comunque una mini rimonta di 4 punti. Tanto fruttuosa quanto inutile, ma che comunque rende grande onore alla voglia di non mollare degli sconfitti. Purtroppo per il Kōryō sono venuti a mancare lanciatore e difesa in quella fatidica ottava ripresa. Entrambi sono evaporati con il passare dei lanci, portando inevitabilmente l'inerzia dell'incontro nelle mani dei ragazzi di Tōkyō. Arihara ha retto stoicamente fino ad un eliminato, poi Yokoo e compagni hanno affondato i colpi del knock-out. Sono arrivate 9 hit e un bottino di 10 punti che hanno piegato inesorabilmente difesa e morale. 
Che partita! Altroché sfida di lanciatori. Di pitcher se ne sono avvicendati complessivamente sette, a dimostrazione che nessuno dei chiamati è riuscito a prendere le misure alle mazze avversarie. La sfida Arihara-Yamazaki va a quest'ultimo, ma non in virtù del miglior braccio da lancio, bensì del miglior braccio in battuta. Da registrare un homerun per parte ed un trionfo di valide, che alla fine saranno 16 a 8 per i vincenti. Dopo 38 anni di astinenza (finale-derby persa per 5 a 0 contro la meteora Nichidai Sakuragaoka nel 1972), il Nichidaisan approda all'epilogo del Senbatsu e deve ringraziare la potenza devastante del suo lineup.

Semifinale:
ŌGAKI NICHIDAI (Gifu)
KŌNAN (Okinawa)

Doccia fredda in tutti i sensi! L'incontro è stato rinviato al giorno successivo a causa delle folate di vento misto a pioggia che si sono abbattute nel primo pomeriggio su Nishinomiya. Appuntamento a domani alle 14:00.
02 aprile 2010 - semifinale
(14:00) Ōgaki Nichidai - Kōnan ★★★★
Mentre la finale è spostata al giorno dopo:
03 aprile 2010 - finale
(12:30) Nichidaisan - ??? ★★★★



La tredicesima giornata
La giornata ha proposto una sfida poco combattuta sia per i grandi meriti tecnici ed agonistici dei vincenti, sia per la giornata storta dei perdenti, che si sono dimostrati improvvisamente un'altra squadra, in pratica l'ombra di quel team determinato e grintoso che avevamo ammirato ad inizio torneo.

Semifinale:
KŌNAN (Okinawa) 10
ŌGAKI NICHIDAI (Gifu) 0

Ieri l'Asahi Shinbun aveva presentato questa sfida individuando tre possibili chiavi di lettura. La prima chiave, quel lanciatore: Yōsuke Shimabukuro, il miglior pitcher mancino del torneo, contro gli otto battitori mancini dell'Ōgaki Nichidai. Il che avrebbe presupposto un sacco di lanci ad uscire verso gli angoli estremi della zona di strike. Un ipotetico vantaggio per il Kōnan, insomma. La seconda chiave, quel lineup: fino all'anno scorso il Kōnan aveva sofferto la carenza cronica di valide. In questa edizione, dopo tre incontri, i ragazzi di Okinawa hanno ottenuto una media battuta di .343, mentre il loro capitano Ganeko è a sole tre valide dal record assoluto del Kōshien! La terza ed ultima chiave, le potenzialità dello Ōgaki in battuta: grazie alla reattività del suo turno basso (i battitori meno abili) anch'esso in grado di realizzare facilmente extra base hit (battute lunghe o chōda), l'Ōgaki sarebbe stato in grado di tenere sotto pressione Shimabukuro con ogni ragazzo mandato al box. Diciamo che ne hanno prese due su tre, mentre una l'hanno toppata clamorosamente. 
Prima chiave, indovinata: l'asso di Okinawa è stato praticamente perfetto fino al sesto inning, concedendo agli avversari una misera base per ball e nient'altro. I battitori avversari sono stati tutti eliminati facilmente ("sansha bontai", ripetevano spesso i telecronisti NHK), parecchi con la modalità sankyū sanshin, cioè strikeout in tre soli lanci. Quindi, tra la settima e l'ottava ripresa, Shimabukuro ha concesso due valide di consolazione ed è stato allora che il coach ha deciso che poteva bastare così. L'asso è sceso dal mound tra gli applausi del pubblico ed è stato sostituito dal rilievo Sunagawa. Il tutto, ovviamente, in vista della finale di domani. 
Seconda chiave, indovinata: oggi il lineup del Kōnan ha fatto davvero sfracelli! A parte il lanciatore titolare, tutti i ragazzi spediti al box di battuta hanno ottenuto perlomeno una valida, collezionandone 15 in totale, tra cui spicca uno splendido homerun di Yamakawa alla seconda ripresa. L'asso avversario Kassai ha alzato bandiera bianca quasi subito, incassando sei punti, e nel corso del terzo inning è stato sostituito dal numero dieci Achira. Il rilievo si è comportato un po' meglio, ma ha dovuto inchinarsi pure lui e alla fine ha ingoiato la stessa razione di valide e di punti del titolare. Capitan Ganeko oggi ne ha battute due su cinque ed è ad un passo dallo stabilire il sopracitato record. La terza chiave non vale nemmeno la pena discuterla, visto che i battitori dell'Ōgaki hanno racimolato la miseria di quattro valide, tutte sparse nelle riprese finali quando i giochi erano ormai fatti e il Kōnan aveva già tirato i remi in barca per risparmiare le energie in vista di domani. L'Ōgaki, oggi squadra impotente, ha disputato la peggiore partita di tutto il torneo, senza riuscire a ritrovare l'orgoglio dimostrato in altre occasioni. Davvero irriconoscibili, la poca volontà e la scarsa grinta viste oggi sono state le componenti determinanti di questa cocente battuta d’arresto. Un cappotto del genere nessuno l'aveva previsto. La semifinale si è dunque conclusa stracciando clamorosamente tutti i pronostici che prevedevano una gara incerta e il risultato da l’esatto riscontro di ciò che è avvenuto sul diamante di Nishinomiya. Kōnan devastante in attacco, tonico in tutto il complesso, capace di confezionare valide a ripetizione, unitamente alla prestazione di Shimabukuro che ha inchiodato gli avversari lasciandone ben ventuno immobili al piatto. 
Dunque, gli appassionati di Okinawa e i simpatizzanti dell'ultima ora debbono ringraziare, anche se di questi tempi non è certo inconsueto trovare una squadra isolana a giocarsi il titolo di un campionato nazionale giovanile, un team concreto e determinato, pronto a reagire a qualsiasi evenienza, di indiscusse qualità tecniche, che ha compiuto in queste due settimane un autentico capolavoro. Si tratta della prima finale assoluta per il Kōnan, dopo il tentativo andato miseramente in fumo in un lontano Kōshien datato 1968. Quell'anno gli isolani vennero sconfitti in semifinale per 14-0 contro il Kōkoku di Ōsaka, un liceo che, dopo aver vinto quell'edizione, è precipitato in un pauroso anonimato. Mi voglio sbilanciare: quella che ha vinto oggi è la squadra più forte del torneo. Ma lo spettacolo è ben lungi dall'essere concluso. Contro una squadra del calibro del Nichidaisan, che schiera fior di battitori, non è mai detta l'ultima parola. La semifinale di ieri lo ha ampiamente dimostrato e quindi il sipario non si può ancora abbassare. Ma l'ultima parola del verdetto credo che spetterà proprio ai ragazzi di Okinawa. La conferma? Spero di averla domani.



La grande finale
E' il sabato decisivo. La giornata semi festiva ha attirato 43 mila persone, la folla delle grandi occasioni. Il tempo è a dir poco perfetto. C'è un bel sole che riscalda e lo fa in modo sufficientemente forte da non avvertire i brividi del fresco primaverile.

Ore 12:30, finale:
KŌNAN (Okinawa)
NICHIDAISAN (Tōkyō Ovest)

A destra sono assiepati i tifosi del Nichidaisan di Tokyo. Tra di loro si scorgono parecchi old boys giunti da tutto il paese per tifare la loro amata scuola. A sinistra la macchia arancione dei sostenitori arrivati da Okinawa. La band attacca con le note di "Shimauta" (Canzone dell'isola) che dal 1992, anno in cui Miyakawa e i The Boom la composero, è diventato il brano che associa immediatamente a quest'isola. L'atmosfera è perfetta, il Nichidai si sparpaglia sul diamante, il Kōnan avrà il primo attacco. Risuona l'ultima sirena d'avvio, a mezzogiorno e mezzo spaccato si parte!

1 inning 
Kōnan in attacco
Sansha bontai! Kuniyoshi, Keitashiro e Ganeko tutti facilmente eliminati da uno Yamazaki che appare subito in gran forma. Punteggio: 0-0.
Nichidaisan in attacco
Risponde bene Shimabukuro, che concede la base per ball a Hiraiwa ma poi contiene l'attacco e conclude a zero la ripresa. Punteggio: 0-0.


2 inning
Kōnan in attacco
Mekaru batte la prima valida per i suoi, ma Yamazaki controlla bene e chiude la ripresa a zero. Punteggio: 0-0.
Nichidaisan in attacco
La prima svolta! Due four ball e una smorzata riuscita consentono al Nichidaisan di occupare tutte le basi senza patire eliminati e, fatto curioso, senza battere nemmeno una valida! Shimabukuro riesce a limitare i danni eliminandone due al piatto, ma poi sbaglia una facile assistenza in prima regalando due punti facili facili ai ragazzi di Tōkyō. L'incontro si è sbloccato, Punteggio: 0-2 per il Nichidaisan!

3 inning
Kōnan in attacco
Shimazaki acquista ulteriore sicurezza dal vantaggio acquisito ed elimina senza difficoltà il turno basso del lineup di Okinawa. Punteggio: 0-2.
Nichidaisan in attacco
Toccato duro, Shimabukuro vacilla! Come un fulmine a ciel sereno arriva l'homerun del terzo battitore Hiraiwa (secondo personale e quattordicesimo complessivo di questa edizione) che porta a 3 i punti del Nichidaisan! Segue l'ennesimo errore difensivo che consente a Yokoo di arrivare in seconda, ma il pericolo per il Kōnan termina qui. Il lanciatore mancino di Okinawa è in grande difficoltà. Punteggio: 0-3.

4 inning
Kōnan in attacco
Il Kōnan prova a risvegliarsi dal torpore e, grazie ad una valida di Keitashiro e successiva rubata, fa avanzare un corridore sul cuscinetto di seconda. Ma invano, perchè seguono due eliminazioni facili al piatto. Yamazaki sembra non conoscere flessioni. Punteggio: 0-3.
Nichidaisan in attacco
Finalmente una ripresa di respiro per Shimabukuro, che elimina i tre battitori avversari senza troppi patemi. Punteggio: 0-3.

5 inning
Kōnan in attacco
Seconda svolta del match! Il Kōnan parte bene con le valide di Mekaru e Oshiro, poi una base per ball concessa da Yamazaki proprio al rivale Shimabukuro procura un'allettante situazione di basi piene e due eliminati. Il pitcher di Tōkyō va leggermente in crisi e concede un'ulteriore valida al primo battitore Kuniyoshi, il quale non si fa pregare e permette al suo compagno di battere il primo punto a casa! Il Kōnan si è risvegliato! Punteggio: 1-3.
Nichidaisan in attacco
Ogihara e Yokoo toccano ancora un incerto Shimabukuro, che comunque resiste e porta a casa la ripresa senza danni. Punteggio: 1-3.

6 inning
Kōnan in attacco
Il Kōnan fiuta il momento e si scatena: finalmente Ganeko si sblocca dal torpore, dando il via al bombardamento. Batte la sua prima hit della giornata e raggiunge il record del torneo. Poi segue un'impressionante serie di clean hits a ripetizione ad opera del terzetto Yamakawa, Shimabukuro e Oshiro, che toccano duro Yamazaki mettendolo in ginocchio e permettendo alla propria squadra di siglare 4 punti! Match completamente ribaltato e punteggio: 5-3 per il Kōnan!
Nichidaisan in attacco
Incontro già segnato? Niente affatto! Uno splendido solo homerun di Otsuka e un triplo di Suzuki rimettono subito in corsa il Nichidaisan. Come un pugile messo all'angolo che indovina il colpo della disperazione, il Nichidaisan non si perde d'animo e restituisce subito due punti! Partita di nuovo in pareggio! Finora è stata una finale a dir poco splendida! Squadre di nuovo appaiate, punteggio: 5-5!

7 inning
Kōnan in attacco
Keitashiro apre la ripresa con un doppio che fa sperare in un'altra infornata di punti. Ma Yamazaki non si scompone ed ottiene tre eliminazioni. Punteggio: 5-5.
Nichidaisan in attacco
Dall'altra parte, Shimabukuro pare aver ingranato il turbo. Sansha bontai con quarto, quinto e sesto battitore eliminati facilmente. Punteggio: 5-5.

8 inning
Kōnan in attacco
Yamazaki non è da meno: strikeout sul catcher Yamakawa, poi si fa ribattere due deboli volate che vengono raccolte agevolmente dagli esterni. Punteggio: 5-5.
Nichidaisan in attacco
E' ufficialmente iniziata la battaglia tra i due assi: Shimabukuro ne elimina altri tre senza fare una piega, tra cui un battitore designato. Punteggio: 5-5.

9 inning
Kōnan in attacco
Yamazaki inaugura l'ultimo inning in scioltezza e gli interni raccolgono in successione le rotolanti del Kōnan assistendo senza problemi in prima. Punteggio: 5-5.
Nichidaisan in attacco
Il Kōnan è sotto lo spettro di un sayonara game, ma Shimabukuro non molla: linea alta del Nichidaisan estromessa con pochi lanci. L'incontro va ai supplementari, fatto raro per una finale. Punteggio: 5-5.

10 inning
Kōnan in attacco
Ganeko è subito eliminato, ma due situazioni successive di base per ball spingono un corridore in seconda. Yamazaki recupera il bandolo della matassa e mantiene la sua scuola in corsa. Punteggio: 5-5.
Nichidaisan in attacco
Situazione di due eliminati ed errore del seconda base Yamashiro che si fa sfuggire la pallina. Il Nichidaisan spera, ma Shimabukuro mantiene il sangue freddo e chiude a zero il decimo. Si procede col secondo extra-inning. Punteggio: 5-5.

11 inning
Kōnan in attacco
Il Kōnan riassapora il piacere di una valida dopo tre inning a secco, ma la prodezza di Kuniyoshi è resa vana dalla difesa avversaria, che elimina tre suoi compagni e respinge il tentativo. Nessuno da l'impressione di cedere un millimetro. Punteggio: 5-5.
Nichidaisan in attacco
Botta e risposta! Shimabukuro concede subito una base per ball, ma poi si rifà ed elimina con autorevolezza tre battitori. Il lanciatore di Okinawa sembra aver recuperato a pieno il controllo che pareva smarrito fino a metà incontro. Si entra nel terzo extra inning! Punteggio: 5-5.

12 inning
Kōnan in attacco
Momenti decisivi. Primo eliminato per il pitcher di Tōkyō, ma una sua assistenza errata concede la prima base al Kōnan. Il lanciatore risente del colpo e con un inopportuno lancio pazzo consente a Maehira di avanzare in seconda. Coach Kokura intuisce il pericolo e decide di sostituirlo con Yoshizawa, ripetendo la mossa che due giorni fa gli aveva fatto vincere la semifinale contro il Kōryō. Ma il proseguo stavolta non gli da ragione: il rilievo concede due basi per ball consecutive e permette al Kōnan di occupare tutte le basi con un solo eliminato! Siamo al clou. Agena batte una rotolante non irresistibile che viene mal controllata dal terza base che, sotto pressione, sbaglia l'assist al piatto. Il ricevitore perde di vista la pallina e permette al Kōnan di segnare 2 punti! Yoshizawa avverte la grande pressione. Forse sente che l'incontro sta per sfuggirgli di mano. Le telecamere NHK insistono su Yamazaki mentre osserva con aria perplessa il suo sostituto. Al box si presenta Shimabukuro che ribatte Yoshizawa impattando un magnifico doppio al centro! Altri due punti in saccoccia, vantaggio parziale di quattro lunghezze per il Kōnan ed ancora un eliminato. Non è finita: Oshiro batte la sua terza valida consentendo al lanciatore di pestare casa base ed ottenere il decimo punto. In realtà il ricevitore del Nichidaisan Suzuki da l'impressione di avere tutto il tempo per toccarlo, ma con un poderoso colpo d'anca Shimabukuro arriva al piatto salvandosi dall'eliminazione. E' stato un magnifico big inning per i ragazzi di Okinawa che con questi cinque punti di vantaggio ipotecano seriamente la vittoria finale! Il lineup del Kōnan è riuscito ad andare in doppia cifra in tutti gli incontri disputati al Senbatsu! Punteggio: 10-5 per il Kōnan!
Nichidaisan in attacco
Col morale sotto i tacchi, i battitori del Nichidaisan si presentano al piatto per l'ultimo assalto disperato, ma si trovano di fronte un lanciatore rinfrancato e rilassato. Shimabukuro non perde tempo e si procura subito un eliminato. Poi Yokoo gli strappa un doppio, ottenendo una valida per i suoi dopo ben quattro riprese a secco. Ma ovviamente non basta. L'ultima fly è raccolta dall'esterno sinistro Agena proprio davanti alla curva dei sostenitori giunti da Okinawa. Migliaia di occhi seguono la pallina che si adagia tranquillamente nel guantone dell'esterno, chiudendo il sipario sul match. Punteggio finale: 10-5!
Il Kōnan vince per la prima volta il Senbatsu! Due ore e cinquantacinque minuti di autentico spettacolo! Il ricevitore Yamakawa è il più lesto a raggiungere il compagno di batteria sul mound. Poi, nel giro di qualche istante, si forma un capannello di giocatori che si accalca festoso intorno al suo lanciatore. Tutti i ragazzi si stringono e puntano l'indice verso il cielo, in segno di trionfo. Fino ad agosto saranno loro gli indiscussi numeri uno del Giappone!

Risultato finale:
KŌNAN (Okinawa) 10
NICHIDAISAN (Tōkyō Ovest) 5

Statistiche di squadra:
valide: Kōnan 13, Nichidaisan 8.
errori: Kōnan 5, Nichidaisan 2.
basi rubate: Kōnan 3 (Keitashiro, Ganeko, Oshiro), Nichidaisan 2 (Kobayashi, Azegami).
doppi: Kōnan 3 (Shimabukuro 2, Keitashiro), Nichidaisan 1 (Yokoo).
tripli: Nichidaisan 1 (Suzuki).
corridori lasciati sulle basi: Kōnan 10, Nichidaisan 10.
doppi giochi difensivi riusciti: Nichidaisan 1.

Statistiche dei lanciatori titolari:
Yamazaki (Nichidaisan): Inning 11 (1/3). Lanci effettuati 166. Punti subiti 7. ERA 2,55. Valide concesse 11. Strikeout 6. Basi per ball 5. Dead ball 4.
Shimabukuro (Kōnan): Inning 12. Lanci effettuati 198. Punti subiti 5. ERA 1,17. Valide concesse 8. Strikeout 11. Basi per ball 4. Dead ball 1. Homerun subiti 2.

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