venerdì 16 aprile 2010

Scuola e baseball - Dirotta da Cuba, destinazione Kōshien!


Nell'ottobre del 2002 José Ariel Contreras Camejo, famoso lanciatore cubano di 31 anni, sposato con due bambine, venne aggregato alla sua nazionale che doveva partecipare ad un torneo internazionale in Messico. Da lì raggiunse in segreto San Diego e quindi chiese asilo politico agli USA nella speranza di poter continuare la sua carriera nelle Major Leagues, tentativo riuscito in passato a molti altri giocatori cubani. Missione compiuta.   In effetti sarebbe stato un delitto lasciarlo a Cuba dopo aver visto le sue performance alle Olimpiadi e contro gli Orioles. Per José si profilò dunque un'esperienza proficua soprattutto dal punto di vista economico che lo portò a lanciare per gli Yankees, i Chicago White Sox, i Colorado Rockies ed infine i Philadelphia Pillies.


Dopo la fuga architettata degli odiati capitalisti, Contreras venne ripudiato dal suo grande ammiratore, il Lider Maximo, che prima di allora l'aveva sempre considerato il suo lanciatore preferito. Il gigante cubano, alto 195 centimetri per 100 chili, possedeva una veloce che toccava i 150 orari ed una fork ball a dir poco impressionante. Gli americani non ci pensarono due volte: era una preda troppo appetitosa per farsela sfuggire, per di più ad un tiro di schioppo. Per non parlare dello smacco personale che avrebbe subito Fidel Castro. Acclamato come l'eroico asso della nazionale Cubana oro ad Atlanta nel 1996 (trionfo in casa degli odiati nemici a stelle e strisce, battuti per 10 a 8 nel girone eliminatorio), Contreras ottenne grandi riconoscimenti anche quattro anni dopo a Sidney, nonostante l'argento per Cuba, a causa della bruciante sconfitta in finale per 5 a 1 contro gli USA.

Ma Contreras con gli Yankees era triste perché, nonostante i 38 milioni dollari di contratto, non riusciva ad abbracciare le figlie e la moglie Miriam, che continuavano a condurre una vita modesta a Cuba. Le autorità cubane infatti si rifiutavano di concedere il lasciapassare per il Nicaragua, paese dal quale avrebbero poi raggiunto con facilità gli States. Ma quando Contreras nel 2004 riuscì finalmente a ricongiungersi con la famiglia, a seguito di manovre politiche mai chiarite, evidentemente nel frattempo qualcosa si era rotto, visto che nel giro di qualche tempo l'asso cubano lasciò la prima moglie per risposarsi con Isabel, una donna americana che aveva già dei figli.

Tutto questa introduzione per arrivare al succo del discorso: l'anno scorso Kevin Smith, il primogenito quindicenne di Isabel, la seconda moglie americana di Contreras, pare abbia espresso il desiderio di iscriversi ad un liceo giapponese per misurarsi col baseball scolastico locale. La notizia curiosa è apparsa sui quotidiani nazionali della scorsa settimana, in concomitanza con le cerimonie d'ingresso nelle varie scuole del paese che si tengono nei primi giorni d'aprile. Quindi è stata ripresa soprattutto da quelli locali del Kyūshū, la zona in cui vivo. Poiché il liceo scelto da Kevin Smith è proprio quello di Yanagawa, che si trova nella parte meridionale della prefettura di Fukuoka. Motivo per cui la notizia da queste parti ha avuto una discreta risonanza. Ovviamente non si tratta di una scelta campata in aria. Pare che al tempo in cui militava nei Colorado Rockies il padre José avesse stretto un ottimo rapporto con uno dei trainer del team, guarda caso un giapponese del Kyūshū originario del liceo Yanagawa. Saputo che il liceo offriva alcune borse di studio internazionali per lo scambio studenti e sfruttando il curriculum del figlio in aggiunta alle proprie credenziali, Contreras si appoggiò al trainer dei Rockies affinché il discorso andasse in porto. Di sicuro Kevin sarà rimasto affascinato dai discorsi che il giapponese gli avrà fatto sul Kōshien e sull'atmosfera che si respira a Nishinomiya. Nel novembre 2009 Contreras e famiglia sono venuti di persona a Fukuoka per un viaggio informativo e per definire le pratiche dell'iscrizione scolastica di Kevin. Si era addirittura parlato di un possibile trasferimento dell'asso cubano ai Softbank Hawks, ma a quanto pare non se n'è fatto nulla. Contreras aveva affermato di essere sempre rimasto affascinato dal mondo del baseball giapponese, che aveva imparato a conoscere durante alcuni stage che aveva effettuato con la nazionale Cubana prima della fuga negli USA, aggiungendo che un giorno gli sarebbe piaciuto misurarsi nella NPB. Ai giornalisti giapponesi aveva affermato che a Cuba lanciava per il misero stipendio di 20 dollari americani al mese, quindi nessuna offerta economica lo avrebbe mai spaventato.

Buon sangue non mente, almeno dal punto di vista fisico, visto che il figlio di Contreras è alto 183 centimetri e il peso si aggira sui cento chili, lo stesso di papà. Kevin Smith ricopre il ruolo di ricevitore e nessuno può negargli il vanto di aver ricevuto i lanci del famoso papà. Purtroppo l'esperienza col baseball si riduce a soli quattro anni trascorsi nelle leghe giovanili americane e ciò costituirà un bell'handicap nei confronti degli altri compagni di squadra. Lo Yanagawa è uno degli squadroni della prefettura di Fukuoka e, tra primavera ed estate, vanta 16 partecipazioni complessive al Kōshien. Di recente sta attraversando un periodo di appannamento, visto che l'ultima esibizione al Kōshien risale all'agosto del 2005 (sconfitta al primo turno per 3-2 contro il Fujishiro di Ibaraki). L'istituto recluta studenti da tutto il Kyūshū e può vantare una rosa di matricole di prima scelta, tutti ragazzi che hanno fatto del baseball l'obiettivo della loro giovinezza. In questo ambiente il prestigio della scuola viene prima di ogni altra cosa e certi favoritismi contano meno di niente. Dopo la cerimonia d'ingresso allo Yanagawa, durante un'intervista, Kevin Smith ha affermato ciò che tutto l'ambiente si aspettava di sentirgli dire e cioè che si sarebbe impegnato al massimo per arrivare al Kōshien. Si vede che qualcuno gli deve aver suggerito quali erano le corde giuste da toccare. Chissà se riuscirà a conservare tutta questo entusiasmo dopo aver sostenuto i primi allenamenti...

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