martedì 6 aprile 2010

Manga e Kōshien - Pat la ragazza del baseball (prima parte)

Premessa: trattandosi di un cartone imperniato sul baseball professionistico, in questa serie il Kōshien si vede a sprazzi e compare solo di sfuggita nelle vicende che narrano il background dei vari personaggi. Eppure i motivi per dedicargli un post non mancano e tra questi il baseball è ovviamente in prima fila. Pat la ragazza del baseball si presenta come una sorta di antologia che raccoglie eventi narrati con una qualità indiscutibilmente sopra la media. La sceneggiatura originale, le animazioni ben caratterizzate ed una valida colonna sonora hanno aiutato questo cartone a mantenere il suo successo nel tempo.
La protagonista.



Pat la ragazza del baseball, in originale Yakyūkyō no Uta (pressappoco Il poema di un patito del baseball), nacque come manga e venne pubblicato dalla rivista Shūkan Shōnen Magazine nell'arco di quattro anni, dal 1972 al 1976. Successivamente, nel 1977, l'opera venne trasposta in un cartone di 25 episodi da circa 45 minuti l'uno, prodotto dalla Nippon Animation. In Italia la serie arrivò  nel 1983, grazie all'intuito della Oceania Film che la distribuì ad alcune televisioni locali.

Pat con l'uniforme dei Mets.

La caratteristica che salta subito all'occhio è la durata degli episodi giapponesi, in pratica due spezzoni standard da 22 minuti uniti tra loro. La lunghezza inusuale fu dettata dall'esigenza televisiva di allora, in modo che una puntata potesse coprire l'intero programma di prima serata. Infatti, la prima volta che andò in onda, il cartone animato venne irradiato dal network Fuji a cadenza settimanale alle otto di sera, con puntatone che duravano la bellezza di 45 minuti! 

Le esigenze televisive italiane invece prevedevano che la durata di un cartone fosse quella classica di 25 minuti al massimo. Quindi si decise per lo sdoppiamento della serie, che venne diluita in  50 episodi, allungando così il piacere degli appassionati di casa nostra.
La nuova edizione del manga.
Mi preme sottolineare due aspetti sui quali si è sempre fatta parecchia confusione in Italia. 
Punto primo: sfatiamo subito la diceria che circola in rete secondo la quale Mister Baseball sarebbe il prequel di Pat la ragazza del Baseball. Nulla di più sbagliato. Con tutta probabilità l'elemento che generò tale confusione fu il personaggio di Iwaki (il gigante di Mister Baseball  col trifoglio in bocca a mo' di stecchino), che molti pensavano fosse la stesso personaggio di Tetsugorō Iwata in Pat.

I personaggi di Iwata e Iwaki.
Inoltre il fatto che i due cartoni fossero trasmessi pressappoco nello  stesso periodo contribuì ad aumentare l'errore. Pat la ragazza del baseball non è il seguito di Mister Baseball e le due serie non hanno nulla a che vedere l'una con l'altra. In comune hanno solamente lo stesso autore, cioè Shinji Mizushima. 

Punto secondo: il nome giapponese di Pat è Yūki, non Yuko come riportano in modo approssimativo tutte le recensioni che compaiono in rete.
La copertina del disco.
Specificato questo, passiamo alla trama che può essere suddivisa in due filoni principali: il primo, che venne scelto dai produttori italiani per dare il nome alla serie, è incentrato sulla vicenda agonistica della giovane lanciatrice Yūki Mizuhara (Pat). 
Il secondo consiste in un contenitore dedicato alle storie dei vari giocatori dei Tōkyō Mets, squadra immaginaria della Central League che gioca in un fantomatico stadio chiamato Kokubunji (ispirato all'imponente Meiji Jingū). 
Negli episodi che riguardano Yūki (la sue vicenda è il tema portante dei primi 11 -quindi in Italia 22- episodi della serie), la storia verte sullo sviluppo della dream ball (tradotto come lancio del sogno), un nuovo lancio che solo Pat riesce ad eseguire, e sull'ossessione del ricevitore Heikichi Mutō di riuscire a ribatterlo. 
La seconda parte, senza un apparente protagonista, molto più interessante per un'appassionato di baseball, si focalizza sulle vicissitudini e sul background dei vari giocatori dei Mets.

Tetsugorō Iwata, lo scopritore di Pat.

Torniamo alla protagonista: Yūki frequenta il liceo Musashinō ed è una grande appassionata di biologia. In futuro ha intenzione di iscriversi all'università per studiare le tigri e il loro ambiente naturale. E' pure un'ottima lanciatrice nella sua squadra di softball ed il suo talento viene notato da Tetsugorō Iwata, il vecchio pitcher dei Tōkyō Mets. L'anziano giocatore cinquantenne, convinto di aver scovato un autentico portento, inizia a tormentarla ed insiste per convincerla ad entrare nei professionisti del baseball. Superati i dubbi e le incertezze, al draft del 1975 Yūki diventa la prima scelta dei malconci Tōkyō Mets. Ma stavolta è la Federazione giapponese  a metterle i bastoni tra le ruote, visto che il regolamento non consente alle donne di giocare coi professionisti maschi. In effetti, fino agli anni Novanta esisteva realmente il comma 1 del paragrafo 83 dello statuto ufficiale della Federazione secondo il quale non erano ammesse donne in squadra ad eccezione degli ufficiali medici. Detto articolo è stato modificato solo di recente.

La dream ball, il lancio del sogno di Pat.

Dopo numerose traversie Yūki, che all'inizio si fa passare per un maschio pur di partecipare al ritiro preparatorio con la squadra, riesce a dimostrare il suo valore sportivo e, complice la Federazione che chiude un occhio, diventa la prima donna del Giappone a lanciare come professionista. 

Nel manga Yūki è una lanciatrice mancina under slow (un modo di lanciare tipico del softball, a mulinello col braccio teso e la mano sotto l'altezza dell'anca) che viene solitamente impiegata come closer nelle fasi conclusive della partita, quando c'è da eliminare l'ultimo battitore avversario e portare a casa la vittoria.

Il ricevitore Mutō con la maglia di Carp di Hiroshima.

La famosa dream ball di Pat viene elaborata da Heikichi Mutō, un anziano ricevitore della squadra riserve soprannominato onigunsō (termine che corrisponde al nostro sergente di ferro), il quale ha il compito di allenare la ragazza. Mutō sfrutta un'intuizione basata sulla tecnica di lancio del bowling. In seguito il ricevitore viene ceduto ai Carp di Hiroshima ed il lancio segreto di Yūki si trasforma  per lui in una vera e propria ossessione.

(continua)

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