domenica 26 dicembre 2010

Scuola e baseball - Kōshien Graffiti

Tempo fa scovai un bellissimo video su YouTube. Si intitolava "Kōshien tanjō, sorezore no natsu" (La nascita del Kōshien e le sue diverse estati), ed era incentrato sui momenti chiave della vita dello stadio del sogno e su come questo abbia accarezzato la passione sportiva dei giapponesi, alimentando dei ricordi indelebili nella storia del baseball studentesco. Le immagini riportavano ad autentici pezzi di storia sportiva ai quali, prima o poi, spero di dare lo spazio che meritano. Le prime immagini del video mostrano un Kōshien in bianco e nero e filmano il termine dei lavori dello stadio, che venne completato definitivamente nel 1924. L'anno successivo venne inserito il magnifico score board nero, che in linea d'aria si trova alle spalle della seconda base. La struttura con la torretta centrale, l'orologio (all'inizio marcato Seiko, in seguito sostituito da Citizen) e le cinque bandiere, divenne in breve tempo il vero simbolo di quell'ambiente magico.


Nel 1929 furono completate le tribune, chiamate familiarmente dai tifosi Alps Stand, o più semplicemente Alps. Per ragioni di sicurezza, Nel 1945 lo stadio venne confiscato dalle truppe americane, che due anni dopo lo restituirono alla città di Nishinomiya e all'intera nazione. Nello stesso anno venne riorganizzato al Kōshien un torneo di baseball giovanile riservato alle scuole medie. Fu la prima competizione ufficiale che si tenne allo stadio dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Un salto fino al 1956, anno in cui vennero eretti i nighter, i grandi riflettori che finalmente consentirono di disputare le partite anche in notturna.

Due anni più tardi venne rimodernato il tabellone segnapunti. Fino ad allora gli addetti al punteggio che stavano all'interno della torre, dipingevano a mano con la vernice bianca sui pannelli girevoli i nomi dei giocatori e le cifre del punteggio. Poi il mondo televisivo si colorò e si fecero largo dei giovani atleti che, dagli anni '80 in poi, lasciarono il segno sul terriccio bruno dello stadio. Nel 1982 dilagò la "Dai chan fever", protagonista Daisuke Araki, il lanciatore del Waseda Jitsugyō di Tōkyō che faceva impazzire le ragazzine. Tre anni più tardi il Kōshien venne squassato da un autentico kaibutsu (fenomeno): Kazuhiro Kiyohara, bombardiere del PL Gakuen 1985 (indicata dai posteri come la miglior squadra della storia del baseball liceale giapponese), che fu capace di realizzare 5 fuoricampo in un unico torneo. Un record tuttora imbattuto. In realtà, nell'edizione del 1992, anche Hideki "Gojira" Matsui del Seiryō sembrava avere tutte le carte in regola per superare Kiyohara, ma la batteria del Meitoku Gijuku lo ostacolò con ben 5 basi intenzionali consecutive!

Epilogo del 1996: ultimo inning, le finaliste pareggiano 3-3. La volata di sacrificio del battitore del Kumamoto Kōgyō si perse profonda nella zona sinistra del campo. Yano, esterno del Matsuyama Shōgyō, raccolse la palla e con un lancio prodigioso, senza farla rimbalzare a terra, la passò al ricevitore che eliminò il corridore avversario. Quest'ultimo, partito dalla terza, era corso a casa base e stava per pestare il piatto, convintissimo di segnare il punto facile della vittoria. Che invece andò al Matsuyama. La scuola della prefettura di Ehime si impose per 6-3 agli extra inning. I mass media lo definirono "kiseki no bakku hōmu", il miracoloso back home. Nel 1998 apparve un altro gigante, cioè quel Daisuke Matsuzaka dello Yokohama oggi lanciatore dei Boston Red Sox, capace di ottenere un no-hitter nella finale contro il Kyōto Seishō. Un ulteriore balzo in avanti ed arriviamo al 2004, annata che registrò le prodezze di un altro fuoriclasse, Yū Darvish, talentuoso lanciatore longilineo del Tōhoku, dalle origini iraniane. Complice un carattere da sbruffone, Darvish si perderà per strada al terzo turno, per opera dei battitori del Chiba Keifuzoku. Ma ciò che lo attendeva era un brillante futuro tra i professionisti.

Nel 2006 la sfida nella sfida: il Waseda Jitsugyō del lanciatore Yūki Saitō (soprannominato "hankachi ōji", il principe del fazzoletto) si scontra col Komadai Tomakomai del lanciatore Masahiro Tanaka (soprannominato Mā kun). La nazione si divide in due. Una partita di 15 inning non fu sufficiente a stabilire la vincente. Nella ripetizione del giorno dopo, il Waseda conduceva 4-3 e nell'ultimo inning si affrontarono al piatto proprio i due rivali. La spuntò Saitō, che eliminò per strike out Tanaka e consegnò la prima storica vittoria alla sua scuola. Nel 2007 il Kōshien si giova di un ammodernamento globale che ha definito il nuovo stadio all'edizione primaverile del 2010, quando i lavori sono stati definitivamente completati. Lo attendono, e ci attendono, altre palpitanti estati.


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