sabato 2 aprile 2011

Manga e Kōshien - Captain

"Captain" uscì giusto quarant'anni fa, nel 1972, sulle pagine di Gekkan Shōnen Jump e durò la bellezza di sette anni. Chiuse provvisoriamente i battenti sul finire degli anni Settanta. L'opera ebbe subito un grande successo, al punto che l'anno successivo, la cugina Shūkan Shōnen Jump commissionò all'autore Akio Chiba lo spin-off "Play Ball", col protagonista Takeo Taniguchi alle prese stavolta col baseball liceale. 
A differenza dei drammatici supokon dell'epoca, la vicenda di "Captain" si presenta realistica, coi vari personaggi che si congedano dai lettori mano a mano che la storia procede negli anni. L'unico appunto riguarda la durata delle partite. Per regolamento le scuole medie gareggiano al massimo fino al settimo inning, mentre nel manga proseguono fino al nono, come nel baseball comune.



Nonostante il ricambio dei personaggi, che avrebbe potuto spiazzare gli appassionati, il manga non perse né popolarità, né mordente, né tanto meno pubblico. Non successe nemmeno quando il primo, storico capitano Taniguchi, il protagonista, una volta ottenuto il diploma abbandonò la storia e venne sostituito dal suo vice Marui.
La vicenda ruota attorno alle storie dei quattro capitani che negli anni si susseguono al comando della scuola media Sumitani Ni. La norma è che quando il senpai titolare si diploma (le scuole medie durano tre anni, come in Italia), il ruolo di leader passa al suo vice, che lo rimpiazza ottenendo i gradi di nuovo capitano. Ogni fase della storia viene chiamata hen, cioè parte, ed è preceduta nel titolo dal nome del capitano protagonista.
Si passa da Taniguchi a Marui, quindi Igarashi ed infine Kondo. Vengono dunque raccontati quattro punti di vista diversi del baseball attraverso altrettanti personaggi con personalità differenti. I capitani sono credibili ed è facile identificarsi coi loro sentimenti e le loro paure, arrivando a fare il tifo per loro. Le vicende della squadra si intrecciano sia in maniera positiva che negativa e sono influenzate da molti altri personaggi secondari ma assolutamente non trascurati.


I quattro capitani protagonisti: Taniguchi, Marui, Igarashi e Kondo.
La storia parte immediatamente in salita. Il tranquillo Takao Taniguchi si trasferisce dalla prestigiosa scuola media Aoba Gakuin, rinomata per il suo club di baseball e vincitrice di trofei nazionali, alla più modesta Sumitani Ni. Il motivo è principalmente emotivo: Takao vorrebbe ritagliarsi uno spazio nel club di baseball del Sumitani, giudicandolo più accessibile e soprattutto più adatto al suo mediocre livello. Tuttavia il primo giorno, a causa di un malinteso, viene creduto un asso del guantone e si ritrova al centro dell'attenzione di tutta la scuola, al punto da essere nominato capitano. Proprio lui, un giocatore timido, insicuro, che parla a voce bassa, assolutamente restio a trovarsi sotto i riflettori. Takao cerca un pretesto per tirarsi indietro ma viene invitato a fare la propria parte senza scappare. Anzi, se possibile, a dare sempre di più. 

Cronologia della serie: 
"Captain" (1972) manga principale, pubblicato dal 1972 al 1979. 
In realtà Akio Chiba debuttò con "Gambaranakucha", una striscia sul baseball che fece in pratica da prologo alla storia di "Captain". Le strisce furono pubblicate all'interno di un supplemento di Shōnen Jump. Grazie al successo riscontrato, l'editore si convinse a promuovere Chiba, dandogli la possibilità di misurarsi con un manga vero e proprio.

I protagonisti del Sumitani Ni. In alto i tre avversari dell'Aoba Gakuin.

"Play Ball" (1973) spin-off del manga principale, dura fino al 1978. 
Dopo aver subito la frattura di un dito durante una partita alle scuole medie, Takao Taniguchi non è più in grado di giocare a baseball. Si iscrive al liceo Sumitani Ni e nonostante non possa rendersi utile sul campo, continua a bazzicare il club di baseball. Invitato dal capitano di un altro club, seppur a malavoglia, decide di entrare nella squadra di calcio. Nonostante sia un principiante assoluto, Taniguchi, abituato al duro lavoro e spinto da un incredibile spirito di applicazione, compie passi da gigante anche nel calcio. Tuttavia nel suo cuore c'è spazio solo per il baseball.


"Captain" (1980), due speciali televisivi animati di un'ora e mezza ciascuno trasmessi in prima serata ad aprile e ad agosto.

"Captain" (1983), serie a cartoni, trasmessa in 26 episodi a cadenza settimanale, da gennaio fino a luglio. Da un sondaggio del network Asahi TV del 2005, l'anime "Captain" si è classificato al novantacinquesimo posto nella lista dei cento cartoni più amati di sempre in Giappone.


Il poster della serie televisiva.

"Play Ball" (2005), serie a cartoni, trasmessa in 13 puntate, che riprende in modo fedele la vicenda del manga.
"Play Ball 2nd" (2007), continuazione della serie precedente, per altre 13 puntate.


I DVD delle due serie di "Play Ball".

"Captain" (2007), versione cinematografica con personaggi reali. 
Dopo gli anime "Captain" e "Play Ball", ecco l'attesa live action di circa un'ora e mezza. Per l'occasione sono state ricreate le uniformi della squadra del Sumitani Ni in modo a dir poco perfetto!

Un'immagine del film: a sinistra il giovane Toshiyuki Fuse che ha interpretato il ruolo di Takeo Taniguchi.

A marzo 2010, all'interno dello stadio Hanshin Kōshien è stato inaugurato il Museo di Storia del Kōshien. Oltre ai cimeli del baseball professionistico, il museo vanta un padiglione dedicato al legame tra manga e Kōshien. Si tratta di una mostra permanente che si focalizza su quei manga che hanno illustrato nel loro piccolo la storia del Kōshien. Gli ampi pannelli allineati formano una sorta di percorso guidato che mostra in successione le vignette di "Play Ball", "Dokaben", "Touch", "Rookies" e molte altre opere che hanno raccontato il Kōshien a fumetti. Una tappa imperdibile per chi avrà la fortuna di recarsi allo stadio dei Tigers.

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