mercoledì 6 aprile 2011

Manga e Kōshien - "Yonban sādo" di Gōshō Aoyama

Inizio dell'estate 1993, ero appena tornato a Tōkyō. L'emozione delle prime escursioni, lo scoprire, l'osservare, il girovagare senza una meta, nulla si era sopito col primo viaggio. Edicole e librerie ovunque erano una coloratissima manna. I manga richiedevano attenzioni veloci, letture da treno metropolitano. Ma una volta rotto il ghiaccio la cosa rischiava di travolgermi. Appena finito uno, mi precipitavo a sfogliarne un altro, senza un attimo di tregua. E' come una droga, l'adrenalina sale alle stelle e non si può farne a meno. La memoria mi riporta alla libreria Hōrindō di Takadanobaba, che mi trovavo a frequentare spesso per motivi logistici. Gōshō Aoyama era in procinto di congedarsi dalle avventure del samurai Yaiba. Si può dire che fosse un mangaka abbastanza conosciuto. Non ai livelli attuali, ma già in grado di vincere il premio Shōgakukan 1993. Famosissimo Aoyama lo sarebbe diventato a breve, l'anno successivo, grazie all'exploit di "Detective Conan".

La copertina del volumetto rilegato
con il Koshien sullo sfondo.
Il 1993 fu dunque l'anno di transizione in attesa del botto di "Detective Conan". Aoyama approfittò della breve pausa per disegnare alcune storie brevi, una delle quali parlava di baseball. Volle dedicarla alla squadra dei Tōkyō Giants, la sua passione. Io, che cercavo di intercettare qualunque manga trattasse di Kōshien e baseball studentesco, mi ritrovai tra le mani proprio la storia di Aoyama. Era stata pubblicata da appena due mesi e si intitolava "Yonban sādo" ("Terza base, quarto battitore"). 
Era una storiella auto conclusiva di circa 180 pagine, suddivisa in sei capitoli. La copertina raffigurava un ragazzino dallo sguardo minaccioso, con l'uniforme numero tre, pronto a battere. Sullo sfondo si intravvedeva la facciata del Kōshien ricoperta di edera. Era un prodotto particolare, oserei dire di nicchia, visto che a causa del titolo e della copertina avrebbe certamente tenuto lontani i lettori poco avvezzi al baseball. Come se non bastasse, al tempo stavo già faticando parecchio per recuperare "Touch", "Dokaben" e "Yattarō jan!", quindi i soldini scarseggiavano (purtroppo i Book Off ancora non esistevano) e spesso le tentazioni rimanevano tali. 

L'immagine di apertura
del secondo capitolo.
Mi avvicinai dunque un po' titubante e dopo aver riletto più volte la trama in copertina, più per convincermi che altro, lo acquistai quasi controvoglia. Il tratto non mi entusiasmava molto, troppo infantile per i miei gusti. Per giunta non sapevo nulla di Aoyama e solo tempo dopo mi resi conto che "Yonban sādo" e "Detective Conan" erano manga figli dello stesso autore. Eppure mi dovetti ricredere immediatamente: la storia era divertente, ricca di particolari, scorrevole, ben disegnata e altrettanto ben confezionata. 
Mi resi conto che la storia riusciva ad attestarsi su un livello medio alto che non mi sarei mai aspettato all'inizio, quando supponevo che la magia avrebbe di certo fatto a pugni col baseball. Invece il dosaggio del sovrannaturale in quella trama sportiva era sottile e non produceva cadute nel ridicolo. Anzi, questo manga era riuscito a conciliare entrambi gli aspetti e li aveva arricchiti in modo originale e simpatico. Il risultato, tirate le somme, era una storia che agli occhi di un pubblico smaliziato poteva forse apparire superficiale e un po' fasulla, ma di certo aveva le potenzialità per coinvolgere la maggior parte dei lettori non troppo esigenti.

Shigeo Nagashima,
soprannominato Mr. Giants.
Shigeo Nagashima
Prima della trama una premessa storica: Shigeo Nagashima è il nome che appartiene ad uno dei personaggi sportivi più famosi del Giappone. Soprannominato "Mister Giants", numero 3, potente quarto battitore, Shigeo (si legge 'scigheo') Nagashima detiene una sfilza impressionante di record ed è solitamente uno dei primi nomi che si accostano ai Giants di Tōkyō. Un campione che rimarrà per sempre nella leggenda del baseball giapponese. 
Altra premessa. Cosa spinge un genitore a dare al figlio un nome celebre nella speranza che questo possa in qualche modo influire sul destino del bimbo? Un Michelangelo hai più possibilità di diventare un grande artista? Un Cesare può aspirare più di altri a qualche carica di potere? Pensate invece al disagio di un bambino che si chiami Giuseppe Garibaldi o Diego Armando Maradona. Identica cosa accadrebbe in Giappone se un padre patito di baseball, che di cognome fa Nagashima, decidesse di chiamare il figlio Shigeo. Ulteriore aggravante: scegliere gli stessi ideogrammi del campione, una mossa che potrebbe influenzare la vita del bambino, schiacciandolo sotto il peso dell'ironia della gente. A maggior ragione se questi, per quanto volenteroso, col baseball non ci azzecchi per nulla.

Il protagonista,
Shigeo Nagashima.
Trama di "Yonban sādo"
Shigeo Nagashima, studente al secondo anno nel liceo Kōnan, milita con poca fortuna nel club di baseball locale. Nonostante gli sforzi per migliorarsi, Shigeo patisce continuamente le umiliazioni sul campo a causa del nome ingombrante che è costretto a portare. Sulla via di casa incrocia il Nazono, uno strano negozio di articoli sportivi che non aveva mai notato prima. La curiosità lo spinge ad entrare. Qui incontra un arzillo vecchietto, il tenutario, e si confida con lui, raccontandogli sconsolato delle sue tribolazioni col baseball. Il vecchio, impietosito, promette di donargli una mazza magica, che a suo dire apparterrebbe niente meno che ad uno spirito. Gli dice quindi di tornare al negozio a mezzanotte in punto per ritirarla. All'ora prestabilita, Shigeo si reca al negozio, ma trova le serrande abbassate. Convinto di essere vittima dell'ennesima presa in giro, il ragazzo si sfoga battendo i pugni sulla saracinesca. Sta per tornarsene a casa, quand'ecco che incrocia uno strano personaggio con l'uniforme numero 14 dei Giants, il quale gli consegna una strana mazza, dicendogli che si tratta del "kamisama no batto" (la mazza divina), appartenuta addirittura al mitico Babe Ruth!

Il leggendario Eiji Sawamura.
Eiji Sawamura
Secondo appunto storico: il numero 14 dei Giants rievoca la figura di Eiji Sawamura, un'altra leggenda che coi suoi lanci ha scritto la storia del baseball giapponese. Negli anni Trenta, quand'era ancora diciassettenne, il giovane asso Sawamura affrontò con successo una selezione americana di All Star che comprendeva niente meno che un terzetto del calibro di Babe Ruth, Lou Gehrig e Jimmie Foxx! Nonostante le offerte americane, il giovane Sawamura rifiutò di trasferirsi nelle Major, apparentemente per motivi personali. In realtà il fascino dell'ignoto, all'inseguimento di nuove sfide sportive, di esperienze e di cibi mai provati prima, lontani anni luce dal suo modo di affrontare il quotidiano, non lo attirava per niente. Quindi Sawamura si accontentò di entrare nei Giants di Tōkyō, team col quale costruì e consegnò ai posteri la sua leggendaria carriera. Morì nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la nave dove prestava servizio come marinaio venne affondata da un siluro al largo delle isole Ryūkyū. In suo onore venne creato il "Sawamura Award", l'equivalente del prestigioso "Cy Young" americano, che dal 1947 premia i migliori lanciatori della Lega Giapponese.

Il magico vaso di vetro del vecchio Nazono.
Riprendiamo la storia. Dunque, la mazza prodigiosa sarebbe in grado di ribattere qualunque lancio con un grado di difficoltà commisurato al denaro infilato nella tasca posteriore dei pantaloni del battitore. Più soldi vi si infilano e meglio si ribatte la pallina. Ovvio che poi il denaro sparisca dalla tasca, visto che serve a risarcire i favori dello spirito. I soldi si materializzano e si accumulano in un grosso vaso di vetro nel negozio di Nazono. Il ragazzino, incredulo, decide di recarsi al batting center per provare la mazza e si rende conto dei suoi poteri strabilianti. Ma il denaro scarseggia, soprattutto nelle tasche di un liceale. Per mantenere alte le sue prestazioni sportive, Shigeo decide quindi di trovarsi un lavoretto part-time presso il caffè gestito dal padre di una compagna di classe, Yutaka.

Kazuhisa Inao,
il rivale di Shigeo.
Il padre di Yutaka, tifosissimo dei Tigers, gli acerrimi rivali dei Giants, ha dato quel nome alla figlia in onore del lanciatore Yutaka Enatsu. Shigeo non è l'unico a dover patire le ossessioni sportive di un genitore tifoso. Inoltre la povera Yutaka deve addirittura convivere con un nome da maschio. La storia si arricchisce via via di altri personaggi. Come Kazuhisa Inao, lanciatore imbattibile del liceo Ohgane, che sarà il rivale di Shigeo. Un altro nome scelto non a caso da Aoyama, ma preso a prestito da Inao "braccio d'acciao" Kazuhisa dei Nishitetsu Lions, un pitcher che dominò le statistiche dei lanciatori negli anni Sessanta. Si scoprirà in seguito che Inao non si separa mai da un guantone, che pare arrivi proprio dal negozio del vecchio Nozono.


Crossover con "Detective Conan"
Attorno alla sfida tra la mazza di Nagashima/Babe Ruth e il guantone di Inao/Sawamura ruota una delle famose vicende a sfondo giallo del manga "Detective Conan". Oltre ai due assi del baseball, si intravede di sfuggita pure Yutaka Enatsu, la compagna di classe di Shigeo, in due vignette del volume 44 di "Detective Conan". Son quelle evidenziate in rosso.

Una vignetta con la manager Yutaka, nel crossover con "Detective Conan".

Una vignetta con la manager Yutaka, nel crossover con "Detective Conan".

Trama de "La sfida del demone del Kōshien"
Conan, Heiji, l'inseparabile Kogorō, Ran e Kazuha sono stati invitati da un collega poliziotto di Osaka ad assistere alla finale del Kōshien estivo. Durante l'incontro uno squilibrato, che si presenta come 'il demone del Kōshien', minaccia di suicidarsi facendo saltare in aria l'intero stadio e sfida i detectives a risolvere dei codici numerici. Heiji e Conan decifrano mano a mano gli indizi che si presentano, cercando di arrivare il prima possibile a stanare l'uomo. Alla fine si scopre che lo squilibrato è il padre di un promettente liceale che sognava di giocare al Kōshien, ma che un tragico destino ha fatto morire in un incidente stradale. Sfondo della storia è la finale estiva tra i licei Kōnan e Ohgane, che viene riproposta nuovamente dopo quella narrata in "Yonban sādo". Si intuisce che si tratta della terza finale consecutiva tra le due scuole. Oltre alla prima, veniamo a sapere che ce n'era stata un'altra qualche mese prima, al Senbatsu di primavera, stavolta vinta dal liceo Ohgane. Ora siamo alla bella, coi due protagonisti che si scontrano nuovamente in quella che sarà la loro ultima finale liceale. I detective stanano il malfattore e sventano il pericolo. Tuttavia Aoyama non ci svela l'esito finale della partita, visto che interrompe storia e vignette all'undicesimo inning, con le scuole ancora in parità.

Per chi volesse controllare, i titoli dei capitoli* sono i seguenti:
Volume 43 del manga
File 445: "Un maligno tra i cinquantatremila?"
File 446: "La sfida del demone del Kōshien" 
Volume 44 del manga
File 447: "Scoprite il mistero dei tre numeri (codici numerici)!"
File 448: "Nessun suggerimento?!"
File 449: "Partita conclusa...?!"

*Nota: i titoli sono tradotti direttamente dal giapponese. Non so come siano stati adattati nella versione italiana di "Detective Conan" (Star Comic). Potrebbero non combaciare.

La versione del 1999 e la versione del 2003
con le Short Stories.
Nel decennio precedente, cavalcando l'onda dell'interesse  suscitato dalla curiosità di scoprire altre opere di Aoyama, "Yonban sādo" è stato riproposto in altre due nuove versioni, rispettivamente nel 1999 e nel 2003, col sottotitolo inglese di "Collected Short Stories of Gōshō Aoyama". Si trattò di volumetti simili, ma con copertina diversa, trainati entrambi dalla storia originale di Nagashima, alla quale vennero aggiunte le "Aoyama Gōshō tanpenshū" ("Collezione di storie brevi di Gōshō Aoyama"), otto storie brevi che spaziano tra vari argomenti cari all'autore. 

In conclusione, ecco i titoli dei sei capitoli pubblicati su Shōnen Sunday che vennero raccolti nel volume unico intitolato "Yonban sādo", quello che scovai nel 1993 in una libreria a Tōkyō.
1. "La mazza miracolosa" (uscito nel 1991) 
2. "Portami al Kōshien!" (uscito nel 1991)
3. "Abbi fiducia!" (uscito nel 1991) 
4. "Sconfiggi il baseball ragionato!" (uscito nel 1992) 
5. "La battuta rabbiosa" (uscito nel 1993) 
6. "Sfida leggendaria" (uscito nel 1993) 

9 commenti:

  1. Ciao mi chiamo Andrea volevo solo farti i complimenti per questo blog, che seguo da parecchio! E sono contento che hai ricominciato ad aggiornarlo dopo una lunga pausa!

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  2. Ciao Andrea, grazie dei complimenti.
    L'estate dello scorso anno sono dovuto tornare in Italia per circa due mesi e della cosa ne ha risentito pure il blog.

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  3. MI spiace ma sono contento che sia ripreso...spero che anche il Giappone si riprenda.

    Un saluto

    Mauro

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. La tua recensione mi ha incuriosito tanto , sei stato bravissimo a scrivere la recensione . Vorrei tanto guardare questo manga , potresti fare il download o lo streaming per noi? , sempre se tu vuoi e sempre se non ti crea disturbo .
    Grazie

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    1. Ciao, nessun disturbo.
      "Yonban sādo" non c'è la versione anime, quindi lo streaming non esiste.
      Il manga (non in italiano, visto che non è mai stato tradotto) puoi scaricarlo on-line dal mulo digitando queste parole:

      (一般コミック) [青山剛昌] 4番サード

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    2. Grazie sei molto gentile . Ti devo un favore .

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    3. Non c'è di che.
      Aggiungo che l'albo scansionato disponibile in rete riguarda una versione cinese tradotta, non il manga originale in giapponese.

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  6. Va bene ,ne terrò conto . Grazie ancora

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