sabato 12 novembre 2011

Manga - Yattarōjan!! di Hidenori Hara

La copertina del primo tankobon.
Come molti sapranno, in Giappone un manga viene prima pubblicato in corposi settimanali economici e solo successivamente, se la storia ha successo, viene raccolto e rilegato in una serie di albi monografici di qualità migliore. In ognuno di questi periodici, pesanti, voluminosi, stampati su carta scadente spesso riciclata, che assomigliano vagamente ai nostri elenchi telefonici, vengono raccolte numerose storie a puntate. Solitamente composti da centinaia di pagine, a pubblicazione settimanale o mensile, sono l'ideale per ingannare il tempo in treno, durante il tragitto da una stazione all'altra. Inoltre sono concepiti come riviste "usa e getta". Una volta letti, generalmente vengono cestinati o abbandonati dove capita. Durante il mio primo soggiorno a Tōkyō, all'inizio degli anni Novanta, quando salivo sulla Yamanotesen, mi capitava spesso di trovare questi magazine appoggiati sui vani portabagagli retinati che sporgevano sopra i seggiolini dei viaggiatori. 
Era come servirsi da un'edicola in movimento: certo, senza la possibilità di scegliersi la rivista preferita, ma vuoi mettere la sottile soddisfazione di leggere a sbafo? Si saliva sul vagone, ci si sedeva, si dava un'occhiata ai vani portabagagli e, con noncuranza, ci si impossessava del tomo. Lo si sfogliava distrattamente e poi lo si appoggiava di nuovo sul vano prima di scendere. Adesso è sempre più raro trovarne. La tecnologia si è evoluta e le nuove tendenze hanno influenzato anche l'editoria di settore. Svariate applicazioni ci permettono di leggere manga e riviste direttamente su cellulare e tablet, senza portarci appresso oggetti ingombranti.

La vignetta colorata che apre il primo capitolo.

Ovviamente li leggevo a sbafo anch'io, poiché ero uno studentello squattrinato e quei trecento e passa yen preferivo metterli da parte per pagarmici dei tankobon. Di solito li ripassavo almeno due volte: la prima velocemente per farmi un'idea generale. Poi rileggevo con calma le due o tre storie che ritenevo più interessanti. Alla fine abbandonavo il tomo dove l'avevo trovato. Ma c'erano le eccezioni. Talvolta ritenevo opportuno conservare certe riviste anche a distanza di tempo, magari perché all'interno vi trovavo un manga che catturava la mia attenzione. Fu così che incrociai "Yattarōjan!!" di Hidenori Hara. Era settembre e me ne stavo seduto in un vagone della Yamanotesen durante un tragitto notturno da Takadanobaba a Tabata. L'ora tarda e le facce assonnate dei pochi pendolari giocarono a mio favore. Dopo aver gettato l'ennesima occhiata furtiva per assicurarmi di non essere notato, mi feci coraggio ed afferrai il settimanale Big Comic Spirits che stava adagiato sopra di me. Divorai letteralmente le prime vignette. La bravura di Hara ed una trama che a grandi linee si poteva già immaginare, indicavano una storia interessante e la speranza di aver scovato una gradita sorpresa. Quando il treno giunse alla mia fermata, feci finta di nulla e scesi con il tomo sottobraccio. Nel giro di qualche giorno recuperai il primo albo rilegato che, come scopri più tardi, era già disponibile in libreria da luglio.


All'epoca Hidenori Hara era un autore abbastanza conosciuto per aver vinto nel 1987 il Premio Shōgakukan della categoria manga per ragazzi, grazie alle storie di "Just Meet" e "Fuyu Monogatari". Famoso Hara lo diventerà in seguito, grazie alle storie "Aozora" (del 1998, che ho piacevolmente scoperto grazie ai consigli del mio barbiere) e soprattutto "Densha Otoko" (2005), un manga che racconta la storia d'amore tra Train Man ed Hermès, pubblicato anche in Italia da Star Comics nel 2006. Rileggendo il suo curriculum, si capisce come Hara prediliga le storie di baseball. Non per niente è originario di Hyogō, la prefettura che ospita lo stadio Kōshien. "Yattarōjan!!" è stato raccolto in 19 volumi riconoscibilissimi per la copertina lucida col titolo rosso su sfondo nero. Inoltre vanta una wideban di 9 numeri, impreziosita da bellissime copertine.


Trama e considerazioni
"Yattarōjan!!" è un seinen sportivo che racconta le vicende di un club di baseball semisconosciuto dall'avvento di un nuovo coach che stravolgerà nel bene e nel male la vita dei ragazzi. Come tipologia è possibile accostarlo alle storie di "Ookiku furikabutte" e "Last Inning". Nulla che fare con le palle magiche di Tommy o le evoluzioni di Mister Baseball. "Yattarōjan!!" è un dosato mix di realismo e tensione sportiva, imperniato sulla figura di un buon allenatore sfrutta l'occasione della sua rivincita nei confronti di un passato amaro. Una storia non incentrata solo sul lato agonistico, ma che offre in giuste dosi comicità e realismo tipici delle serie di baseball. E' stato spesso etichettato come "ningen kankei manga" (manga sulle relazioni umane). Hara ci ha abituato a finali tristi. In questo caso, invece, si può parlare di happy end, anche se molte delle vicende si concludono in modo ambiguo, dando spazio all'immaginazione del lettore.


Uno degli aspetti più interessanti in "Yattarōjan!!" è che non è incentrato su un unico protagonista, bensì su tre individui, trattati in modo piuttosto equo, senza che l'uno prenda il sopravvento sugli altri. La trama si snoda in due fasi, jōban e shuban, rispettando l'evoluzione cronologica della storia. La prima parte narra dell'arrivo dell'allenatore Jun Kitajō al club di baseball del liceo Asagiri di Saitama, una squadra di livello discreto. Il protagonista della prima fase è dunque Kitajō. Alcuni flashback raccontano che in gioventù il coach era un promettente lanciatore del fortissimo Seikyō Gakuin.

Il club a rapporto dall'allenatore.

Reduce dal successo al Kōshien, Kitajō si era infortunato seriamente alla spalla. Una volta superata la riabilitazione, una volta ottenuto il diploma, aveva sperato in una chiamata dei professionisti per tentare una carriera nel baseball che conta. Tuttavia, a causa di manovre poco limpide della scuola, si era trovato costretto a proseguire gli studi all'università Jōnan. La scuola voleva creare un canale di immissione che favorisse l'iscrizione dei propri studenti alla Jōnan e la fama di Kitajō rappresentava un ottimo traino per gli altri liceali. 
Terminata l'università, il giovane era stato assunto come coach presso il club di baseball della sua scuola. Durante una partita aveva perso la pazienza nei confronti di un giocatore insolente che si era rifiutato di ubbidire alle sue indicazioni e lo aveva schiaffeggiato. L'incidente gli era costato il posto di coach, soprattutto a causa delle pressioni del PTA (Parent Teatcher Association, organo del quale faceva parte la madre del ragazzo) sul preside della scuola. Kitajō si era dunque trovato costretto a ripiegare su una scuola di basso profilo ed aveva accettato l'incarico di allenatore del modesto liceo Asagiri. 
Il manga inizia da questo punto. Abituato fin da giovane a metodi spartani di allenamento, una volta ottenuto il benestare dei suoi giocatori, Kitajō fa tabula rasa di tutto ciò che trova al club, azzera i ruoli, riparte dalle basi del baseball e costringe i ragazzi ad una faticosissima preparazione fisica. L'obiettivo dichiarato è arrivare al Kōshien, ma molti studenti non sopportano l'impatto devastante con quel nuovo modo di intendere il baseball. Per la squadra sono finiti i giorni degli allenamenti spensierati quando, dopo una veloce sgambata, ci si poteva divertire a lanciare e ribattere la pallina in allegria.

Il coach comincia a spremere i ragazzi con allenamenti massacranti.


Il metodo Kitajō miete le prime vittime e molti abbandonano il club. Ma non tutti: c'è chi comincia a nutrire fiducia nel metodo del giovane coach e capisce che quella potrebbe essere la strada giusta per ottenere finalmente qualcosa di importante. Ed ecco che entra in gioco il secondo protagonista della prima fase, cioè Kentarō Kanō. Quando l'uragano Kitajō irrompe nel club, Kanō è un senpai al terzo anno, il lanciatore della squadra. Spronato dal nuovo coach cerca di migliorarsi, ma i suoi limiti tecnici gli impediscono di fare la differenza. L'arrivo al club della matricola Naoto Ezaki, un lanciatore molto più dotato di forte, lo convince a riciclarsi come ricevitore, essendo l'unico in grado di bloccare i lanci del nuovo talento. Kanō finisce per scalzare dal ruolo di catcher l'amico Marui, il quale a sua volta è costretto a riciclarsi come esterno.


Kano e la manager Nanako.


Non è chiaro cosa succeda a Kanō dopo il diploma: si intuisce solo che potrebbe aver intrapreso la strada universitaria. In uno scorcio di manga l'autore ci racconta che è diventato il nuovo coach dell'Asagiri, prendendo il posto di Kitajō che si congeda e se ne va ad allenare un'altra scuola sperduta tra le montagne. Null'altro ci viene raccontato, neppure della sua love story con la manager Nanako Seki.


Il terzo protagonista, Naoto Ezaki.


Naoto Ezaki, il terzo protagonista, appare nella prima fase del manga, ma di fatto diventa il personaggio principale della seconda. Ezaki è un lanciatore che qualche anno prima aveva fatto sfracelli nella Little League riservata ai ragazzini. Tuttavia un grave infortunio alla spalla lo aveva costretto ad abbandonare il baseball, senza potersi iscrivere ad un liceo importante. L'ambiente rilassato dell'Asagiri lo aiuta a superare il trauma post infortunio e gli consente di tornare a lanciare come prima. Dopo numerose peripezie, l'Asagiri arriva al Kōshien ma viene eliminato in semifinale ed Ezaki si infortuna nuovamente alla spalla. E' dunque costretto a ricominciare la riabilitazione sotto la guida di Kitajō. L'anno termina e i senpai che hanno contribuito a creare il miracolo  Asagiri si diplomano e se ne vanno. Le matricole salgono di grado e  l'Asagiri si ritrova a dover ricominciare tutto da capo, col piccolo Tamura, prima base, promosso a capitano. Tuttavia la supervisione di coach Kitajō riesce a mantenere alta la tensione. Ezaki, seppur infortunato, ottiene il ruolo di asso.


La squadra della seconda parte del manga.


Nel frattempo l'eco delle prodezze al Kōshien ha attirato altri studenti, tra i quali Makoto Nakaido, un lanciatore ambizioso che vorrebbe ritagliarsi il posto di asso della squadra. Nakaido è un buon lanciatore, tuttavia soffre nei momenti topici, quando sul mound occorre sangue freddo per risolvere le situazioni intricate. Il ritorno di Ezaki consente alla scuola di primeggiare nel torneo nazionale, mettendo in luce il talento del fortissimo lanciatore. Di contorno alla figura di Ezaki, Hara ci descrive una serie di vicende, spesso tristi, legate a personaggi secondari. Come quella di Momoko Fujimura, compagna di classe di Ezaki, cleptomane, che si innamora di lui e viene ricambiata. Ma le cose non ingranano, lei subisce violenza da alcuni loschi ex-studenti e i due si perdono di vista. Ezaki diventa un lanciatore professionista, si mette a cercarla e finalmente la ritrova in un locale dove Momoko fa la cameriera. In una delle ultime pagine si vede Ezaki impegnato col figlioletto: la  moglie probabilmente è Momoko, ma l'autore non ci da la certezza della cosa. Il finale ci mostra Kitajō che arriva in un club di una piccola scuola di baseball del nord del Giappone e ricomincia a tessere la sua tela, stuzzicando gli ignari studenti.


4 commenti:

  1. Grazie mille anche per quest'ultima chicca, Hakata-san!!! ^____^

    (tra l'altro, mi sono appena riletto dall'inizio sia Kōkōkyūji Zawa-san che Watashi no minna no Kōshien, entrmabi ottimi imho...e pure questo promette bene!)

    p.s.
    Ganbatte Hawks! Non datevi per vinti!

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  2. In teoria "Yattarōjan!!" non sarebbe in programma. Ho tradotto l'inizio per il gusto di vederlo in italiano.

    Se solo avessi più tempo...

    Capitolo Hawks: in condizioni normali sarebbe una situazione disperata, ma vedendo come abbiamo perso entrambi gli incontri, ho ancora parecchia fiducia. L'obiettivo è vincerne due su tre a Nagoya e poi tornare al Dome di Fukuoka per giocarsi il tutto per tutto.

    Capitolo Yokohama: per come stanno procedendo le cose, a questo punto credo proprio che il prossimo anno avrai la squadra "sotto casa".

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  3. Obiettivo centrato! Serie ripresa per i capelli, senza fare nemmeno tanta fatica, due a due, ritorno garantito a Fukuoka, magari addirittura in vantaggio.

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  4. Complimenti agli Hawks, continuate così!!! ^__^

    p.s.
    Speriamo bene per i BayStars...sembra che i nuovi proprietari intendano restare a lungo quindi magari il prossimo anno non si ripeterà la telenovela "Ma se ne andranno?" ^__^;

    p.p.s.
    Ancora grazie per tutte le scanlations! ^___-

    (parlando di manga che molto difficilmente avranno mai una edizione italiana, conosci "Yokohama Kaidashi Kikou"? Lo lessi anni fa in inglese e da allora è il mio manga preferito...non parla di baseball ma mi sento senz'altro di consigliartelo...^__-)

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