domenica 28 aprile 2013

Amarcord - Sasuke il piccolo ninja

Cos'è che mi piacque fin dal primo momento di "Sasuke, il piccolo ninja"? Forse il tratto fanciullesco del maestro Sampei Shirato, che profuma così tanto di anni Sessanta (il manga risale al 1961, mentre l'anime al 1969)? Oppure i colori cupi e sfumati, quasi mai vivaci, che accompagnano la drammaticità delle vicende? O la storia stessa, che si snoda alternando pochi avvenimenti lieti a molte scene truci e sanguinolente, realistiche all'inverosimile, spesso prive di un briciolo di pietà? O ancora la mania del maestro Shirato di giustificare con spiegazioni scientifiche i vari trucchi ninja che si susseguono di episodio in episodio? 



La coincidenza volle che "Sasuke, il piccolo ninja" debuttasse quasi in contemporanea con "L'invincibile Ninja Kamui", altro sublime capolavoro di Shirato. Era il biennio 1981-1982. Feci un immediato paragone tra i due cartoni. Si trattava di due storie che avevano molto in comune: crude, spietate, violente e disincantate. Storie che parevano pennellate con l'inchiostro di china. Una miriade di sfumature che spaziavano, gradualmente, dal grigio al nero. Le figure da lui disegnate sono personaggi reali e leggendari del tribolato medioevo giapponese, tratti dalla letteratura o dalla storia ed inseriti in un contesto quasi reale. Shirato creò degli autentici capolavori, da far venire i brividi. 






Come spesso accade, l'anime non ricalca esattamente le vicende del manga. Così come successe in "Forza Sugar", anche il cartone "Sasuke" si interruppe in anticipo rispetto alla storia originale, terminando con un finale zeppo di interrogativi. Un finale che puzzava di tagli e frettolosi riadattamenti. Peccato, perché la vicenda, con i suoi splendidi riferimenti storici al turbolento Sengoku Jidai, avrebbe meritato di proseguire fino alla sua naturale conclusione.





Molti dei protagonisti di "Sasuke" finiscono per fare una brutta fine. Morirà Daisuke Oozaru (scritto con due O, letteralmente "Daisuke la grande scimmia"), il padre di Sasuke, un ninja della corrente Kōga leale al daimyō Yukimura Sanada, contrapposta alla corrente Iga del cacciatore di ninja Hanzō Hattori. Oozaru appartiene ai sarutobi (scimmie volanti), la leggendaria squadriglia maestra nell'arte del ninjutsu. Braccato dal nemico giurato Hanzō, il padre di Sasuke, specialista nel camuffarsi da cinghiale, soccomberà facendosi saltare in aria nei pressi di un ponte. 
Morirà pure la madre di Sasuke, uccisa dalla ninja Kaede, figlia di Hanzō. Questo avvenimento è raccontato anche nel cartone. Morirà la seconda moglie di Oozaru, Sugaru (nel cartone la chiamano Wakana), disertrice Iga, dopo aver partorito Kozaru "piccola scimmia", il fratellastro di Sasuke. Morirà sua figlia Kaede (Kaori, nel cartone, rinominata per non confonderla con l'omonima nemica), precipitando giù da un ponte.


Per un assaggio del manga ripropongo le scansioni on-line del primo capitolo intitolato "Il sarutobi". 

3 commenti:

  1. Salve! Sono capitata su questo tuo blog cercando immagini di Oozaru XD

    Ma forse le scansioni di Sasuke in tuo possesso sono quelle fatte da me..? -> http://tomoe-daeva.livejournal.com/414781.html

    In caso di risposta positiva (ma anche negativa XD) io ho tutti i 15 volumi completi, quindi sarei ben lieta di fornirti i files RAW in cambio di una traduzione/scanlation :DDD

    E anche-- Questo primo capitolo da Megaupload non funge più per ovvi motivi T_T;

    PS: Il baseball scolastico giapponese è MERAVIGLIOSO. <3

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    1. Ciao Tomoe-daeva, innanzitutto grazie per i complimenti.
      Ebbene sì, la copertina rossa e le due pagine di presentazione dei personaggi appartengono alle tue scansioni, così come ho specificato nell'ultimo post che ho appena messo on-line (insieme al link rigenerato).

      Nel frattempo avevo reperito le scansioni dei quindici volumi dell'edizione bunko (a dire il vero non di qualità eccelsa come le tue) e ho provveduto a tradurre quelle. Per ora solo un capitoletto, poi si vedrà.

      Ti faccio i complimenti per la tua grande passione per il maestro Shirato.
      A presto, ciao!

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  2. Salve Hakata! Sono capitato sul tuo blog grazie alla segnalazione di Daeva. Sin dalla lontanissima primavera del 1982 (avevo appena 12 anni) quando su una piccola emittente lombarda (Telereporter) mi imbattei nella serie di Sasuke sono divenuto un accanito appassionato di questo anime, come anche del successivo Ninpuu Kamui Gaiden. In quell'epoca dominata per lo più dalle serie fantascientifiche, in particolare del sottogenere mecha, trovarsi di fronte ad una storia ambientata in un periodo storico ben preciso, e con riferimenti assai precisi alla storia giapponese è stato qualcosa di davvero rivoluzionario, che mi ha spinto a volerne sapere di più sulla cultura di questo paese, anche se purtroppo all'epoca non c'erano né internet, né la Wikipedia ad aiutarmi. Sasuke è una storia molto bella, coinvolgente e pure inquietante per la violenza esplicita, ma mai gratuita, che viene mostrata. La storia di questo bambino, costretto a saltare l'infanzia e privato dell'affetto della persona che più amava al mondo a causa di un conflitto più grande di lui e di un mondo crudele e senza alcuna pietà, che però trova la forza di reagire è di non perdere la propria umanità, anzi, dimostrandosi spesso generoso ed altruista verso il prossimo, mi ha immediatamente commosso; e per questo l'ho eletto si da subito come mia figura principale d'eroe!
    Di tanto in tanto, quando trovo il tempo rivedo sempre con piacere la serie animata di Sasuke, trovando sempre qualche particolare su cui riflettere. Come tu stesso hai notato il finale, per quanto tendente al positivo resta aperto, come se si volesse tenere la porta aperta ad una seconda stagione che non c'è poi mai stata. Quando poi nei primi anni '90 mi capitò in mano una fanzine con un articolo su Sanpei Shirato seppi che Sasuke prima di essere un anime era stato serializzato come fumetto, e da allora cercai in tutte le maniere di avere ulteriori informazioni su di esso. Con l'avvento di internet le mie ricerche si sono fatte più intense, e così ho potuto fare la conoscenza della piccola community italiana di ammiratori del Maestro Shirato, di cui faccio parte con Daeva. Oltre a questo ho trovato molte pagine web, quasi tutte in giapponese, e ovviamente fuori dalla mia comprensione, dedicate a Shirato e alle sue opere con anche siti commerciali che propronevano alcune pagine di esempio e qualche breve riassunto dei suoi vari manga. Cercando di aiutarmi con qualche traduttore automatico (non ti dico le risate che mi sono fatto per certe traduzioni tipo Shirato Sanpei = Argilla tre piani), ho potuto intuire la piega tragica che prende la storia di Sasuke man mano che si va verso la fine nella sua versione manga, e a quel punto ho capito perché la versione televisiva si interrompeva in quel punto. Sarebbe stato troppo difficile da digerire per il pubblico televisivo di allora un simile sviluppo! Del resto anche il piccolo scorcio delle avventure di Kamui pubblicato in Italia 20 anni or sono da Granata Press, che corrisponde nell'anime alle ultime 6 puntate, nel manga vi sono particolari assai più crudi, come ad esempio lo stupro di Sugaru, che nella versione televisiva vengono tagliati.
    Per fortuna dopo tanti anni di oblio nei confronti del Maestro c'è una piccola casa editrice milanese, la Hazard edizioni, che sembra aver opzionato le opere di Shirato, due anni fa ha pubblicato Akame (storia breve scritta in contemporanea a Sasuke, anche se ambientata una cinquantina d'anni prima), e sta per far uscire l'opera prima di questo grandissimo autore: Ninja bugeichou Kagemaru den (1959), che narra vicende ambientate nel XVI secolo, nel periodo più turbolento delle guerre civili.
    In ogni caso non posso far altro che ringraziarti dal profondo del cuore per la traduzione che hai fatto del primo capitolo del fumetto di Sasuke, e spero che tu possa trovare prima possibile il tempo per proseguire in questa tua meritoria opera!

    Con rispetto ed ammirazione
    ムンフリーン

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