venerdì 9 dicembre 2022

Prima di Rex, Superdog Black! (prima parte)

Prendo spunto dal post su Monjirō e dalla sua struggente colonna sonora.

Credevo che fosse uno dei soliti scherzi della memoria.
Tanto più che non pensavo che una produzione si arrischiasse a utilizzare dei brani della versione strumentale di un'altra serie, per ovvi motivi di copyright. 
Eppure, ero sicuro di aver ascoltato l'armonica di "Dare ka kaze no naka de" riecheggiare in un altro telefilm. 
O forse era un cartone? Oppure uno sceneggiato?
È bello riflettere cercando di ricordare qualche particolare delle vecchie serie, tentare di ricostruirle come fossero dei puzzle, una tessera dopo l'altra. Eppure, stavolta, per quanto mi sforzassi, non riuscivo ad associare quella musichetta a qualche immagine nota.
Poi, lo spunto decisivo me l'ha dato un commento recente. 
Dopo aver riordinato la memoria e fatto alcune ricerche, contrariamente a tutte le aspettative, ho scoperto che la serie in questione è nientemeno che "Superdog Black"!

Non l'avevo più vista, credo, dalla fine degli anni Novanta.
Ne ho approfittato per rinfrescare la memoria riguardando alcune puntate su canali dedicati ai vecchi telefilm, sia in italiano che in giapponese. 
Risolta la questione del motivetto, sempre più incuriosito, ho cercato qualche notiziola in giro. Tuttavia, oltre alle informazioni risapute (e ricopiate), non ho trovato quasi nulla di interessante.
Come al solito, in questi casi, la cosa migliore è rifornirsi dalle fonti originali e poi, magari, confrontarle con l'edizione italiana.

"Keijiken Kāru" (Karl, il cane detective), è incentrato sulle avventure della strana coppia formata da una poliziotta addestratrice, Yōko Takasugi, e il suo pastore tedesco Black (Karl, nella versione giapponese).
All'epoca, affamato com'ero di Giappone, la serie mi piacque moltissimo.
"Superdog Black" possedeva, infatti, un discreto ritmo narrativo capace di intrattenere soprattutto il pubblico di preadolescenti. Un plot studiato per generare facili emozioni e coinvolgere i giovanissimi.
Regna su tutta la serie una sorta di impacciata innocenza e, pur essendo un poliziesco, non credo che "Superdog Black" abbia mai mostrato una vittima.
Certo, a rivederle con gli occhi di un adulto, le storie risultano talvolta stucchevoli, con poca suspense.
Molti episodi sforano nell'eccessivo buonismo e la sceneggiatura sfiora spesso la banalità, sfruttando tutti i luoghi comuni del genere. La confezione di ogni episodio è quella che è, ma il ritmo scorre veloce e qualche momento che strappa un sorriso non manca mai.

Le capacità di Black consentivano agli altrimenti "imbranati" poliziotti la soluzione dei vari casi. Tutti inetti a parte Yōko, ovviamente, la quale nutriva sempre la massima fiducia nelle doti del suo cane.
Scena-clou immancabile in ogni episodio era l'inseguimento finale dei malvagi di turno, inesorabilmente raggiunti, azzannati e immobilizzati senza che potessero reagire.
Pensavo che avrei trovato qualche difficoltà a digerirlo dopo tanti anni.
Mi era successo con alcune serie (soprattutto cartoni animati) che, all'epoca, mi erano parsi dei capolavori. Invece, mi sono accorto che la presenza dei cani alleggerisce la scena e tutte le puntate sono comunque gradevoli e si lasciano guardare.
Insomma, "Superdog Black" intrattiene il giusto e risulta piacevole soprattutto per chi ha un debole per il Giappone. E poi, con in dote una sigla del genere targata Rocking Horse
"Superdog Black" non poteva non fare breccia nel cuore!


I personaggi principali

L'altro personaggio principale è interpretato dall'idol Midori Kinouchi, all'epoca ventenne, che oltre a cantare con discreto successo -a dire il vero, non è che fosse intonatissima-, si era già cimentata come attrice. Infatti, Midori interpretò anche il film di "Pat, la ragazza del baseball" (Yakyūkyō no Uta).
Quel magico 1977 avrebbe potuto essere l'anno decisivo per fare il salto di qualità.
Inoltre, il singolo "Hashire, kaze no yō ni" (Corri come il vento), tema portante della serie "Superdog Black", ebbe un discreto successo finché durò la serie.
Il taglietto corto, in un'epoca in cui molte giovani giapponesi preferivano ancora la chioma lunga e liscia, e una recitazione semplice, a tratti maldestra, attirarono i telespettatori e rappresentarono i suoi grandi punti di forza.
Dopodiché, nel 1978, a soli ventuno anni, Midori tenne una conferenza stampa dove comunicò la sua decisione di mollare le scene. Pare che fosse rimasta scottata da una storia d'amore finita male con un bassista rock (il tizio era già sposato).
Forse Midori decise di lasciare il mondo dello spettacolo per evitare di finire alla mercé delle riviste scandalistiche. Sta di fatto che il suo improvviso 
ritiro, all'apice della popolarità, suscitò scalpore non solo nel mondo delle idol, ma anche in generale.

Di "Superdog Black", nel 1981, tre anni dopo la conclusione della prima serie, realizzarono una discreta seconda tranche di 24 episodi ("Keijiken Kāru 2", mai arrivata in Italia), ovviamente con cani e attori diversi, a partire dall'addestratrice protagonista.
Toccò a Miwa Sakagami, un habitué delle serie poliziesche degli anni Ottanta.
Lasciamo perdere lo speciale di due ore del 1991, uno sceneggiato insulso che, pur potendo contare su uomini e mezzi migliori rispetto alle serie precendenti, lasciava poco spazio al cane poliziotto e questa fu la sua condanna.
Infatti, visti i bassi ascolti, i produttori decisero di abbandonare a priori l'idea di sviluppare una terza serie.


Il casting

Il pastore tedesco che interpretava il ruolo di Karl si chiamava Jill, era un esemplare talentuoso e intelligente, e guadagnò subito popolarità. Al cane -sempre bravissimo- vennero attribuiti sentimenti e una capacità di comprensione fin troppo umani.
L'esemplare venne selezionato tramite un'audizione alla quale parteciparono la bellezza di trecento cani lupo.
Il regista Noriaki Yuasa, (che tre anni prima aveva diretto il tokusatsu "Denjin Zabōgā", da noi "Zabogar, l'uomo elettrico", qualcuno dovrebbe ricordarselo), aveva l'ultima parola sul cane da scegliere.
Ma non fu in grado di farlo perché, a suo modo di dire, si era commosso troppo dal grande entusiasmo mostrato dai cuccioloni. Evidentemente, il regista aveva un cuore tenero e non se la sentiva di escludere nessuno dei cani.
Alla fine, ci si affidò all'occhio esperto dello staff del "Centro addestramento cani poliziotto di Sudō", della vicina prefettura di Tochigi.
Il Centro, una volta terminate le riprese, divenne un importante punto di riferimento a livello nazionale per gli appassionati e gli allevatori dei cani. Potenza della televisione!
Quando, mesi dopo, il regista Yuasa venne invitato a visitarlo, pare che i poliziotti già vi addestrassero la bellezza di quaranta esemplari della stessa razza di Karl.

Venne scelto un quartetto canino che comprendeva il pastore tedesco Jill, il suo fratellino, la sua sorellina e il cuginetto. Tutti provenienti dalla stessa cucciolata e tutti somiglianti.
La sorellina, somigliante come una goccia d'acqua, venne utilizzata come prima controfigura di Jill, mentre i due esemplari maschi vennero usati nelle riprese più dettagliate e nelle scene che prevedevano azioni come aggredire lo stuntman o annusare una pista. Quindi, quattro cani, tra cui una femmina, ognuno "specializzato" in un ruolo diverso.
Fino alla fine del programma, nessuno dei non addetti ai lavori si accorse che la produzione stava utilizzando più di un cane. Al punto che, un ufficiale di polizia convinto che si trattasse di un solo pastore tedesco, chiese al regista se, una volta terminate le riprese, avesse potuto prestargli quel portento in modo da farlo procreare per non perdere il suo prezioso DNA!

Inutile dire che Jill e compagnia erano trattati con i guanti bianchi. Le pappe erano a base di carne di alta qualità (che, nel Giappone del 1977, era ancora piuttosto cara in un paese che preferiva il pesce...) e latte freschissimo.
Il tutto conservato in appositi icebox da campo che dovevano essere sempre disponibili per l'evenienza.
Stando al regista, mangiavano decisamente meglio i cani di tutto l'intero staff.
Nei corso dei mesi, gli animali subirono inevitabilmente un certa dose di stress. Quando il leader Jill soffrì per un esaurimento nervoso e perse peso perché non riusciva ad alimentarsi a dovere, la sorellina lo sostituì fino a quando non si riprese.

(1-continua)

2 commenti:

  1. Sai come la penso dal precedente commento.

    In effetti di questa serie ricordo solo l'attrice acqua e sapone che guidava il cane, proprio per i capelli corti e il fare molto ingenuo.

    Comunque se ti ricordassi altre serie semi sconosciute? Ce ne sono una o due che conoscono solo gli ultra appassionati di Giappone.
    Ciao
    Giù

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    1. Ciao Giù, grazie della visita.
      Ho inserito la seconda parte di Superdog Black, con un collage dei protagonisti. Magari ti torna in mente qualche altro viso.

      Quanto alle serie semi sconosciute, se si tratta di qualcosa inerente al Giappone (cartoni, telefilm, sceneggiati) che va dal 1978 alla fine degli anni Novanta, probabilmente l'ho visto oppure ne so qualcosa.
      Le cose troppo recenti no, dopo il 2000 ho perso il conto...
      Dammi uno spunto e vediamo cosa riesco a ricordarmi (al limite, cerco).

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